Errani: 52 minuti di rabbia, orgoglio e commozione

Tanto è durata la prima conferenza stampa di Sara Errani dopo la sospensione ufficializzata lunedì. La romagnola ha respinto con forza ogni addebito, sottolineando come la stessa sentenza abbia stabilito la sua innocenza. “Sono stata squalificata perché anche la negligenza altrui è responsabilità dell'atleta”.
Errani: 52 minuti di rabbia, orgoglio e commozione
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Riccardo Bisti
9 agosto 2017

MILANO - Pantaloni e top nero, coprispalle grigio, sguardo serio, inevitabili attimi di commozione. Sara Errani si è presentata così, presso la Sala Ambra 2 del lussuoso Hotel Melia di Milano, per parlare pubblicamente dopo la sospensione di due mesi ricevuta dal Tribunale Indipendente ITF. 52 minuti di conferenza, molto sentiti, a volte tesi, a volte persino commoventi. 52 minuti in cui la Errani non si è sottratta a nessun tipo di domanda, sia pure ribadendo all'infinito alcuni concetti preparati in anticipo, soprattutto su alcuni punti che ha scandito chiaramente, precisando che non si tratta di “linea difensiva”, bensì di fatti acclamati e stabiliti da un Tribunale.
- La causa della positività al test antidoping è stata unicamente la contaminazione del cibo.
- Non ci sono prove sul fatto che abbia violato intenzionalmente le norme antidoping.
- Non ci sono prove sul fatto che il letrozolo migliori le prestazioni atletiche di una tennista donna.


Su queste basi, Sara ha impostato la discussione, oltre a mostrare un ovvio e umanissimo risentimento verso alcune notizie pubblicate nelle ultime 48 ore, unite ai tanti commenti a volte offensivi, spesso inaccettabili, comparsi nel mare aperto dei social network. Prima di pubblicare un commento accurato, vi proponiamo tutte le tematiche affrontate da Sara.

“Una volta appresa la notizia della positività, sono stata io a decidere di continuare a giocare. Motivo? Sapevo perfettamente di non avere fatto nulla di male”.

“Non possiamo sapere con certezza come sia avvenuta l'ingestione del letrozolo, ma la contaminazione del cibo è l'unica opzione possibile. Ci siamo arrivati dopo aver escluso al 100% l'assunzione erronea di una pastiglia e una contaminazione da contatto fisico”.

“Provo tanta rabbia per la disinformazione messa in atto da diversi organi di stampa. Purtroppo sono state diffuse notizie totalmente false, le quali hanno dato spunto agli haters di esprimersi in modo violento e inaccettabile tramite il web. In pochissimi hanno davvero letto la sentenza e scritto cose vere”

“Il letrozolo non è una sostanza dopante per le donne. Lo è soltanto per gli uomini, perché aumenta il testosterone. Non lo si può definire una sostanza coprente perché il suo effetto è quello di contrastare gli effetti collaterali dell'utilizzo degli steroidi, come ad esempio la crescita del seno negli uomini. Ovviamente, questa è una cosa che non riguarda le donne”.

“Al giorno d'oggi si può ancora fare sport ad alti livelli senza ricorrere ad aiuti illeciti. Io lo sto dimostrando”.

“Anni fa ho dichiarato che il doping dovrebbe essere punito con una squalifica a vita: la penso ancora così, ma soltanto al termine di un processo che abbia evidenziato l'assunzione volontaria di una sostanza illecita, con lo scopo di migliorare le prestazioni”.

“Ho vissuto molto male tutta questa storia. E' stato un periodo difficile, sia per me che per la mia famiglia (primo attimo di commozione, ndr). Mi devo attenere alla sentenza, io faccio la tennista mentre il Tribunale era preposto a giudicare”.

“Precisiamo la vicenda sul test del capello. In realtà è stato ammesso come confronto tra i miei capelli e quelli di mia madre, da cui si evidenziava la differenza tra un consumatore abituale e chi invece non lo è. E' stato rifiutato un test sperimentale che è in grado di evidenziare l'utilizzo della sostanza. Il test è stato fatto intorno al 28 aprile, a cavallo tra i tornei di Istanbul e Rabat. Questo test è in grado di stabilire non solo se è stato assunto il letrozolo, ma addirittura il periodo dell'assunzione”.

“Quando si riscontra un caso di positività, l'atleta può decidere se auto-sospendersi o meno. Io ho continuato a giocare perché ero sicura di non avere fatto nulla di male"

“Spero che questa storia mi dia tanta carica per quando riprenderò. Voi vedete soltanto una parte di tutto questo, ma dietro c'è una grande sofferenza, dovuta soprattutto all'incredibile quantità di cattiverie e insulti che abbiamo ricevuto, sia io che la mia famiglia”.

“I punti WTA e i prize money sottratti? Con i miei legali, stiamo valutando il da farsi”.

“Come ho fatto a continuare a giocare? Semplicemente, la coscienza. Ho sempre dormito tranquilla e questo mi ha permesso di proseguire l'attività”.

“Mi ha dato molto fastidio la divulgazione di notizie false. Io sono una professionista nella stessa misura in cui dovrebbero esserlo i giornalisti. Per questo, dovreste essere tenuti a dare notizie reali. Io sono un'atleta, ma anche una persona, un essere umano. Molti si sono dimenticati che mia madre sta lottando con un brutto male da più di 10 anni. E si tratta di argomenti molto delicati...(altro attimo di commozione, ndr)”

“Sapevo perfettamente che un'eventuale sospensione provvisoria sarebbe stata resa pubblica, ma non ho mai pensato di fermarmi. Sinceramente, in questi mesi ho avuto la speranza che arrivasse l'assoluzione piena. Sapete per cosa sono stata squalificata? Per ingestione involontaria di una sostanza illecita. Tecnicamente, l'atleta è responsabile anche di eventuali negligenze altrui. Si fa così per evitare un troppo facile scarico di responsabilità. Dunque, sono stata ritenuta responsabile dell'involontaria negligenza di mia madre. Stiamo ancora valutando se fare ricorso per la cancellazione dei punti”.

“Il supporto e la vicinanza della mia famiglia mi ha reso orgogliosa...queste sono situazioni molto difficili, e viverla insieme ci ha unito ancora di più” (altro momento di commozione, condiviso anche dal fratello Davide, ndr)

“Al rientro nel tour non mi aspetto niente. Sono stata felice dell'appoggio e dei messaggi ricevuti da alcuni colleghi e colleghe. Questa faccenda mi ha fatto capire chi tiene veramente a me, al di là della giocatrice. Voi non avrete mai la certezza di quello che è successo, anche se ci sono prove molto evidenti, ma dentro di me so come sono andate le cose. Io mi attengo ai fatti: in questo caso, i fatti sono in discussione”.

“Siamo pronti a fronteggiare anche un eventuale ricorso da parte della WADA. Tra l'altro, avremo anche delle prove in più a nostro favore, come il test del capello”.
(Interviene Davide Errani, fratello-manager, seduto accanto a lei): “Dal 2009 a oggi, Sara è stata sottoposta a 83 controlli antidoping, sia sangue che urine, a volte anche entrambi insieme”.

“Non conosco il secondo caso di positività di Mariano Puerta, ma posso dire che qui ci sono fatti precisi. Noi siamo giunti alla nostra conclusione ragionando per esclusione. Si è trattato di un'assunzione involontaria, unica e mai ripetuta. Non esiste nessun altro tipo di prova”.

“Gli insulti? Credo sia colpa della disinformazione. La gente parla senza sapere, senza essere davvero informata su quanto accaduto realmente”.

“La mia collaborazione con Luis Garcia del Moral si è limitata a una prova sotto sforzo, un banale test medico che ho effettuato nel periodo in cui mi trovavo a Valencia”.

“Alcuni organi di stampa hanno ipotizzato le mie possibili linee difensive: squilibri ormonali, contaminazione di integratori o errori formali nella richiesta di esenzione medica: queste sono ipotesi di difesa che mirano a nascondere della colpe. Io, invece, non ho colpe. Ripeto ancora una volta: si è trattato di un'assunzione involontaria e non ripetuta"

“Ho ancora tanta voglia di giocare. Il tennis è la mia vita, restare fuori è dura. Questo sport mi diverte ancora”.

(Davide Errani) “Ci hanno confermato che i risultati di Fed Cup, le due vittorie contro Taipei, sono validi. Sono stati cancellati i soli risultati dei tornei individuali”.


In chiusura di conferenza, ha preso la parola Davide Errani. Decisamente provato, pure lui in lacrime, si è dovuto prendere qualche secondo prima di esprimere il suo pensiero. “Volevo dire qualcosa a chi si è permesso di fare battute e prendere in giro chi lotta da 12 anni basandosi solo sulle sue forze. Si deve vergognare”.
Sipario.


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