Io sono maestro. E allora?

Io sono maestro. E allora?

È la categoria più importante, perché avvicina i giovani al tennis. Eppure, il lavoro di insegnante non è giuridicamente riconosciuto, e dà poca sicurezza. Un'associazione a tutela dei maestri non si riesce proprio a crearla: una situazione difficile in cui la Fit e la categoria devono dividersi le responsabilità.

La notte in cui Andrea batté Andre

La notte in cui Andrea batté Andre

Andre Agassi era in pieno Farewell Tour, ma pur sempre n.22 ATP, mentre Andrea Stoppini non è mai entrato nei primi 150, e aveva vinto il primo match nel Tour il giorno precedente. Eppure, quella notte del 2006 a Washington, con le Fischer segate in officina, gli riuscì l'impresa che vale una carriera.

Matteo Berrettini, the great italian hope

Matteo Berrettini, the great italian hope

A suon di risultati, Matteo Berrettini è diventato la più grande speranza del tennis italiano. Siamo andati a trovarlo nella sua Roma, al CC Aniene, dove si è costruito un progetto di giocatore forgiato da Vincenzo Santopadre. Matteo ha tracciato la sua strada: "I top-100 non sono un punto d'arrivo".

Le ultime cartucce di Andreas Seppi

Le ultime cartucce di Andreas Seppi

Dal rapporto con coach Sartori a quello con papà Hugo, dalla scommessa lanciata da Alexander Vorhauser a quanto l’ha cambiato il matrimonio con Michela. Ottantadue minuti a cuore aperto con Andreas Seppi, per parlare di presente, passato e un futuro che (dice) difficilmente sarà nel tennis.

Pircher, il talento che non si allenava

Pircher, il talento che non si allenava

Mancino, talento enorme, voglia di sacrificarsi nulla. Ljubicic se lo ricorda ancora: «Mano deliziosa, ma era uno dei più pigri che abbia mai conosciuto». Ha vinto match con le scarpe slacciate, la racchetta rotta e fatto ammattire ogni coach abbia provato a raddrizzarlo. Ora ha trovato pace nell’hotel di famiglia.

Il prete che gioca i tornei di «quarta»

Il prete che gioca i tornei di «quarta»

L'ordinazione a sacerdote aveva fatto passare l'amore per il tennis in secondo piano, ma dopo 15 anni Don Paolo è tornato in campo. Tra una messa e una confessione è arrivata anche l’attività FIT, ma tennis non è solo tenersi in forma: «Credo che il buon Dio lo usi come forma di evangelizzazione».

Quando Delpo perse contro... un barista

Quando Delpo perse contro... un barista

Una dozzina d’anni fa Juan Martin Del Potro raccoglieva un solo game contro il torinese Massimo Ocera. Non si è mai avvicinato al tennis che conta, ma è un personaggio tutto da scoprire. Che una volta mollata la racchetta ha trovato altre strade: poesia, musica e un bar-vineria che gestisce a modo suo.

Il favoloso mondo di Camila Giorgi

Il favoloso mondo di Camila Giorgi

Non è facile mettere il naso nell’universo di Camila Giorgi. Lei parla poco, mentre papà Sergio è un fiume in piena: ha sempre fatto tutto da solo, mentre ora ha capito che qualche mano da fuori può fare comodo. Ma non più quella della FIT. I Giorgi guardano al futuro, promettendo dei titoli Slam.

Manolo Jorquera e la bicicletta maledetta

Manolo Jorquera e la bicicletta maledetta

Il Daily Mail lo ha scovato perché è stato il giocatore di più bassa classifica ad aver mai sconfitto Novak Djokovic. Ma la carriera di Manolito poteva prendere ben altre strade se a 14 anni non avesse avuto un maledetto incidente in bicicletta. Ora, da maestro, aiuta giovani speranze cinesi.

Pedrini e la vittoria contro… il n.1 ATP

Pedrini e la vittoria contro… il n.1 ATP

Fra i partecipanti alle pre-qualificazioni degli Internazionali d’Italia c’era anche un ex "pro" che – anche se nel lontano 2003 – vanta una vittoria sul campione in carica Andy Murray. È Marco Pedrini, 34enne bresciano che oggi lavora nel mondo manageriale. Con due lauree appese in ufficio.

“Prima i pazienti”. E il medico salta la finale

“Prima i pazienti”. E il medico salta la finale

Da chi salta un turno in ospedale per giocare a tennis, come da caso finito su tutti i giornali a fine febbraio, a chi ha fatto l’opposto, rinunciando a una finale di quarta categoria in nome del dovere. Si chiama Giovanni Sirianni, ha 39 anni e fa il cardiologo in un ospedale di Bergamo.

Pazienza e sangue freddo. È Stefano Napolitano.

Pazienza e sangue freddo. È Stefano Napolitano.

Avrà pure 21 anni, ma Stefano Napolitano è ben più maturo della sua età. Era il fanalino di coda, oggi guida la Next Gen italiana. “Da noi c'è la cultura del 'tutto e subito'. Non mi interessa, ma non mi accontento: mi piace investire”. Come un certo Raonic...

Numero uno

Numero uno

A 35 anni ha vinto il suo primo titolo ATP e chiuso la stagione tra i top 40 del mondo, primo azzurro della classifica mondiale. Esempio di umiltà, lavoro, dedizione e sacrificio, è convinto di poter ancora migliorare: «Se firmerei per restare dove sono? Adesso dico no. E non ho intenzione di smettere presto».

La favola di Sara, “pro” a 27 anni

La favola di Sara, “pro” a 27 anni

A 18 anni Sara Marcionni era classificata 3.5, e si è dedicata all’insegnamento. Ma nel 2015 il richiamo del mondo "pro" le ha bussato alla porta. Non ha resistito e si è buttata nel circuito Itf. Sta vivendo un sogno: è appena entrata nel ranking WTA.

E' arrivato il momento di Federico Gaio?

E' arrivato il momento di Federico Gaio?

Due settimane d'oro hanno cambiato le prospettive di Federico Gaio, con i successi successi a San Benedetto e Biella. “Non capisco le critiche a Tirrenia: è il miglior Centro che abbiamo in Italia. Giocare di più sul veloce? Giusto, ma non tutti sanno che...”

L'esplorazione del...Pellegrino

L'esplorazione del...Pellegrino

Mentre l’Italia perdeva a Pesaro con l’Argentina, Andrea Pellegrino conquistava il suo primo titolo Futures. Ex stellina del Torneo Avvenire, sta vivendo un ottimo 2016 e non ha peli sulla lingua. "La storia del fallimento di Tirrenia? Una cazzata".

La promessa (non più) nascosta

La promessa (non più) nascosta

Lorenzo Sonego, torinese, torinista, ragazzo di poch(issim)e parole, è cresciuto grazie all’ intuizione di coach “Gipo” Arbino che lo allena da quando aveva 11 anni: saranno i nuovi Seppi-Sartori?

Thomas, l'altro "Fab"

Thomas, l'altro "Fab"

Djokovic, Federer, Nadal e Murray sono, per tutto il mondo, i Fab 4. Thomas Fabbiano, classe '89, è stato uno dei tre talenti su cui l’Italia aveva scommesso anni fa. Gli altri due sono dispersi: lui ce l’ha fatta. Da solo, a dieci anni dall’ingresso nel ranking, ha toccato il paradiso top 100.

La ricomparsa dei fatti

La ricomparsa dei fatti

Il 2015 ha segnato la lunga vicenda processuale sulle accuse di combine a Daniele Bracciali e Potito Starace. Dopo una dura battaglia, i due (soprattutto Starace) se la sono cavata. Ma forse non è ancora finita.

Il biologo che sfida i Top-100

Il biologo che sfida i Top-100

A 30 anni, con una laurea in biologia molecolare, un’associazione sportiva, alcuni allievi e un grande sogno, Francesco Borgo si è trovato a esordire in un Challenger contro Stakhovsky. E ha fatto un figurone.

 The Great (Italian) Hope

The Great (Italian) Hope

Matteo Donati, 20 anni e un mix di ambizione ed equilibrio. Guidato da coach Massimo Puci a Bra, siamo andati a vedere come si prepara la miglior speranza del tennis italiano...

Forever young

Forever young

La storia di Angelo Sala. Italiano, 88 anni, numero 1 al mondo over 85 dopo aver sconfitto un paio di tumori, con la vitalità di un ragazzino. E ha cominciato a giocare a 70 anni, per caso, dopo una vita intera sui campi da calcio.

New Balls, Please

New Balls, Please

Gianluca Mager è uno dei nostri migliori talenti che sembrava perso tra problemi adolescenziali e poca voglia di soffrire. Poi gli interventi di Diego Nargiso e Mauro Iguera hanno ridato (tanta) speranza.

Mamma Coraggio è più forte del tumore

Mamma Coraggio è più forte del tumore

La storia dimenticata di Flora Perfetti, ex top-60 WTA e giocatrice di Fed Cup. Le scelte di cuore di una donna che ha saputo vincere un tumore maligno. Oggi insegna a Faenza e ha investito tutto sui figli.

Eccezzziunale veramente!

Eccezzziunale veramente!

A 16 anni fu retrocesso da 4.2 a 4.3, a 29 è entrato ha giocato una finale ATP. Con la Bravo da 300.000 km e il signor Gattavecchi che si vanta di averlo battuto. Luca Vanni, un esemplare unico.

Quando 'RoboNole' perse da Arnaboldi

Quando 'RoboNole' perse da Arnaboldi

A Doha, Andrea Arnaboldi e il suo team hanno diviso il campo col numero uno del mondo. Coetanei, si conoscono da quando erano junior www.dimitrof.com