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L'American Dream ha preso forma. Senza Serena.

36 anni dopo, lo Us Open femminile ritrova quattro semifinaliste americane. L'ultima a centrare il pass è Madison Keys, troppo potente e troppo in forma per la miracolata Kaia Kanepi. Il servizio indirizza il match sin da subito. Per un posto in finale troverà l'amica Vandeweghe. Il dopo-Serena sembra servito.
L'American Dream ha preso forma. Senza Serena.
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Riccardo Bisti
7 settembre 2017

Tutto facile, poco più che una passeggiata di salute. Era scritto, disegnato nel destino di questo Us Open. Per la gioia della Statua della Libertà, e per i tanti musicisti country (interpreti di decine di canzoni patriottiche), ci saranno quattro semifinaliste americane nel singolare femminile. Non accadeva dal 1981, ma il poker di quest'anno vale di più. 36 anni fa c'era anche Martina Navratilova, non certo americana purosangue, anche se giocava per gli States dopo la fuga dalla Cecoslovacchia del 1975. Le ragazze di oggi, invece, sono tutte American Girls. L'ultima ad acciuffare la Final Four è stata Madison Keys in un match vissuto come un rapido preludio, una specie di antipasto, forse addirittura un aperitivo in vista del piatto forte della notte di Flushing Meadows (Federer-Del Potro). Opposta alla miracolata Kaia Kanepi, ha servito benissimo. Senza concedere nulla al servizio è tutto più facile, specie se hai un tennis così potente. Il dritto è una fiammata terrificante, ma in questi giorni funziona bene anche il rovescio. Il lavoro con Lindsay Davenport, super-coach persa e poi ritrovata, sta dando i suoi frutti. Un doppio 6-3 la consegna al derby contro l'amica Coco Vandeweghe: non si erano mai affrontate, il match di oggi sarà il terzo scontro diretto in cinque settimane. La Keys ha due limiti ben precisi: il rovescio e la fase difensiva. Se il primo ha martellato a dovere, le gambe si sono mosse molto bene. L'ostacolo principale è stato l'ottavo contro Elina Svitolina, una battaglia notturna in cui si è trovata in svantaggio 4-2 nel terzo set.

L'American Dream ha preso forma. Senza Serena.

TRE TALENTI SBOCCIATI TUTTI INSIEME
Quattro game consecutivi l'hanno lanciata a un match in cui ha preso il largo molto presto. A bene vedere, Madison non ha mai permesso alla Kanepi di entrare in partita. D'altra parte, l'estone si è presentata sull'Arthur Ashe con 12 vittorie consecutive ma un ranking WTA al numero 418. Insomma, aveva mille ragioni per essere soddisfatta, se non appagata. Non ha mai dato l'impressione di potercela fare: è arrivata nei quarti grazie all'esplosività, ma ha trovato una giocatrice ancora più in palla di lei, nonché 10 anni più giovane. E così gli Stati Uniti ridono, paradossalmente in assenza di Serena Williams. C'è Venus, ci mancherebbe, ma è una sontuosa risposta a chi – qualche anno fa – pensava che dietro le sorellone non ci sarebbe stato niente. Finalmente sono esplose tutte, mettendo insieme talento e capacità fisiche: Coco Vandeweghe (classe 1991), Sloane Stephens (1993) e Madison Keys (1995). “Hanno sempre avuto il talento – dice Mary Joe Fernandez – ma finalmente lo stanno mettendo insieme. Per le ultime due, credo che i problemi fisici e le operazioni siano servite per mettere tutto nella giusta prospettiva. Quello che è successo le ha fatte crescere mentalmente, adesso apprezzano il tennis”. C'è una sana competizione, ideale per giocare sempre meglio. E, come aveva detto la Fernandez, una finale tutta americana senza Serena Williams “sarà un gran giorno per il nostro tennis”. Detto, fatto. Restano da scoprire le attrici.

US OPEN 2017 – Quarti di Finale Donne
Madison Keys (USA) b. Kaia Kanepi (EST) 6-3 6-3

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