L’ex numero 13 del mondo non è più competitivo da anni e la sua carriera ad alti livelli è sostanzialmente finita. Cosa lo spinge ad accettare questa situazione?

Nick Kyrgios ha smesso di essere un giocatore competitivo dalla fine del 2022, che è stato senza dubbio l’anno migliore della sua carriera insieme al 2017. In quella stagione, il tennista australiano era stato capace di raggiungere la finale a Wimbledon grazie ad una brillante cavalcata e aveva finalmente mostrato un pizzico di regolarità concentrandosi soltanto sul tennis. Una lista sconfinata di problemi fisici – soprattutto al polso e al ginocchio – lo hanno martoriato nelle annate successive e non è esagerato affermare che Nick sia quasi un ex giocatore.
L’ex numero 13 del mondo ha disputato qualche torneo fra il 2025 e l’inizio del 2026, ma è parso l’ombra di se stesso e qualcuno si domanda per quale motivo non si sia ancora ritirato. Durante l’ultimo episodio del podcast ‘Good Trouble With Nick Kyrgios‘, il nativo di Canberra ha spiegato cosa lo spinge a continuare la sua carriera professionistica: “Ora gioco soltanto per i fan. C’è ancora tanta gente che mi segue e non vede l’ora di assistere alle mie partite, ecco perché non voglio ritirarmi. Mi piace scendere in campo e rendere felici le persone, soprattutto i bambini. Non ci sono altre ragioni per cui continuo a giocare. Ho subito quattro interventi chirurgici, tre dei quali negli ultimi due anni. Ho lavorato duramente per rimettermi in forma, ma è chiaro che il mio fisico non è più quello di prima.”
A meno di improbabili colpi di scena, la carriera di Kyrgios è destinata ad essere ricordata come uno dei più grossi ‘what if‘ nella storia moderna del tennis. L’australiano si è presentato come un personaggio divisivo fin dall’inizio, ma non ha mai rappresentato un fattore rilevante nei tornei più importanti (tranne in rarissimi casi), finendo per sprecare l’enorme talento che madre natura gli ha donato. Vedremo se Nick sarà in grado di dare una conclusione decente alla sua carriera, regalandosi magari un ultimo giro di giostra sull’erba di Wimbledon.

