Il tennista americano ha reso omaggio al fuoriclasse azzurro dopo essere stato travolto nei quarti del Miami Open

Foto Ray Giubilo

Frances Tiafoe aveva promesso che avrebbe dato battaglia contro Jannik Sinner nei quarti del Miami Open, invece è stato letteralmente spazzato via. Il numero 2 del mondo lo ha surclassato in tutti gli aspetti del gioco, portandosi in vantaggio fin dall’inizio e stritolando l’idolo di casa con la sua consueta pressione. Il tennista americano si è reso conto molto presto che non avrebbe avuto alcuna chance contro questa versione di Jannik, che sembra destinato a sollevare il suo secondo trofeo all’Hard Rock Stadium.

Parlando con i giornalisti in conferenza stampa, Tiafoe ha spiegato nel dettaglio perché è così difficile giocare contro Sinner su questa superficie: “Jannik è senza dubbio uno dei migliori colpitori che questo sport abbia mai visto. Avrei voluto che il match seguisse un andamento diverso, arrivando magari sul 3-3 o sul 4-4 per incrinare un po’ le sue certezze. Lui ha la capacità di colpire sempre la palla con estrema precisione e con grande profondità, oltre a muoversi incredibilmente bene. Il suo ritmo non cala nemmeno per un istante ed è un grosso problema per chi sta dall’altra parte della rete. Il campo ti sembra davvero piccolo quando giochi contro di lui e senti di dover rischiare al massimo ogni singolo colpo.”

Il quattro volte vincitore Slam ha avuto qualche difficoltà soltanto contro Alex Michelsen fino a questo momento, riuscendo comunque a vincere in due set nonostante i tentativi del giovane americano. Il 24enne di Sesto Pusteria – che punta a realizzare l’accoppiata Indian Wells-Miami – se la vedrà ancora una volta con Alexander Zverev in semifinale. I due si sono affrontati nel penultimo atto anche in California, con l’azzurro che si impose abbastanza nettamente involandosi verso la conquista del titolo. Vedremo se Sascha riuscirà ad opporre una resistenza maggiore in Florida, avendo bisogno della partita perfetta perfetta per accedere alla finale di domenica.