La carriera di Nole è stata un perfetto esempio di tenacia e perseveranza, derivante da una famiglia che non gli ha mai fatto mancare appoggio e sostegno

Foto di Ray Giubilo

Novak Djokovic ha fatto della tenacia e della perseveranza i suoi tratti distintivi fin da quando ha mosso i suoi primi passi nel circuito professionistico. Il giocatore serbo ha avuto la forza di inserirsi in un duopolio che nessuno pensava potesse essere contrastato, quello formato da due leggende come Roger Federer e Rafael Nadal. Non soltanto Nole ha raggiunto il loro stesso livello, ma con il passare del tempo ha anche superato lo svizzero e lo spagnolo diventando il GOAT (almeno sul piano statistico). L’ex numero 1 del mondo è ancora molto competitivo nonostante abbia quasi 39 anni e ha raggiunto la finale agli Australian Open 2026, realizzando un’impresa memorabile contro Jannik Sinner in semifinale.

La maggior parte degli esperti e degli analisti erano convinti che la sua carriera si sarebbe conclusa dopo la vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024, invece il nativo di Belgrado ha rilanciato ancora ed è già proiettato verso i Giochi di Los Angeles 2028 (quando avrà 41 anni). Nel frattempo, il 24 volte vincitore Slam si sta godendo ogni istante in campo e partecipa soltanto a quei tornei che lo motivano per davvero. Dopo l’eccellente cavalcata a Melbourne, Novak tornerà in azione a Indian Wells e Miami a marzo.

Come tutti sanno, la leggenda serba ha sempre avuto una famiglia molto forte alle spalle. Tramite una nota apparsa sui profili social della Fondazione di Nole, suo padre Srdjan ha raccontato quanto sia stato duro questo viaggio: “Sono sicuro di aver commesso molti errori lungo il tragitto, ma ho dato il massimo per far crescere Novak sia come persona che come atleta. Non cambierei nulla, anzi rifarei tutto esattamente nello stesso modo. Senza quella perseveranza e senza quella fede incrollabile che tutto si sarebbe sistemato, niente di tutto ciò sarebbe mai accaduto. Nessuno credeva in lui quanto me, neanche lui aveva altrettanta fiducia nei suoi mezzi.”