Tanto rammarico e delusione per la sconfitta, il tennista romano ha analizzato la prestazione dopo il ko.

LONDRA – Trattandosi di un personaggio tanto legato alla Roma calcio, viene da associare la sconfitta di Cobolli con Fery a un Roma-Lecce 2-3 di tanti anni fa, oppure, in tempi più recenti, a quel Roma-Sampdoria 1-2 che impedì alla squadra di Ranieri di fare lo scatto decisivo per lo scudetto, finito nelle mani dell’Inter di Mourinho. A volte, se non hai una testa inossidabile alle emozioni, se pensi che vincere ti spetti quasi di diritto, quando ti avvicini tanto al risultato più ambito è facile scottarsi e finire travolto dalla delusione, dalle proprie aspettative.
«Sono molto triste e deluso. Non ho giocato bene fin dal primo punto – le parole di Cobolli dopo l’inaspettata sconfitta in tre set contro il 114° giocatore del mondo – non ho avuto problemi fisici, ho sentito la pressione di giocare un quarto di finale a Wimbledon da favorito. Avevo una chance molto importante da sfruttare e invece ho giocato forse al 50% del mio potenziale. Purtroppo non è la prima volta che non rendo quanto vorrei contro giocatori di classifica più bassa della mia, che entro in campo con grandi aspettative e mi trovo presto a combattere con i mostri che mi porto dentro. Dovrò riflettere su questa cosa, capire insieme al mio team dove possiamo intervenire perché questo non si ripeta più, cercare il modo di gestire meglio certe situazioni. Essendo tra i primi dieci del mondo, la maggior parte delle partite che devo fare sono contro giocatori di classifica più bassa…».
Ecco, la botta è stata dura («ma io resetto in fretta, adesso sono molto dispiaciuto ma basteranno un paio di giorni con la mia ragazza per farmi passare il malumore») ma la stagione di Flavio è stata fin qui eccellente. Quarto nella “Race” che qualifica alle Finals di Torino, lunedì si ritroverà al nono posto del ranking ATP, suo miglior piazzamento finora. «Sono arrivato qui con tanti dubbi, dopo Parigi non mi sembrava di essermi allenato bene, e invece me ne vado con un quarto di finale. Nel rammarico per l’occasione sprecata, mi consola il piazzamento comunque prestigioso».
Tornando alla partita, ha sorpreso vedere un lottatore come Cobolli per una volta incapace di cambiare il senso della partita. «Non sono mai riuscito a creare una possibilità di rientrare nel match, ho sprecato un buon inizio di secondo set, non era proprio la mia giornata. I gesti verso il mio team? Quando sono in difficoltà, mi capita di cercare un alibi e me la prendo con qualcuno, generalmente con mio padre. E oggi in campo mi sono sentito perso e solo, troppo solo». Daje Flavio, ti rialzerai presto, New York ti aspetta.

