Tre mesi a Shuai Peng, ma non è match-fixing

Sospensione di tre mesi e multa di 5.000 dollari per la cinese Shuai Peng, ex n.1 WTA in doppio, caduta nella rete della TIU. Ma il match-fixing non c'entra nulla: alla vigilia di Wimbledon 2017 lei e il coach (anch'egli sanzionato) hanno offerto dei soldi alla sua compagna Alison Van Uytvanck per ritirarsi, e permetterle di giocare con Sania Mirza. Farà appello.
Tre mesi a Shuai Peng, ma non è match-fixing
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Marco Caldara
9 agosto 2018

Per la Tennis Integrity Unit è un periodo piuttosto intenso. Solo negli ultimi tre mesi sono arrivate ben nove sospensioni, che hanno coinvolto anche giocatori soliti frequentare il circuito maggiore, come l’argentino Nicolas Kicker o il doppista colombiano Robert Farah. Ma la decisione pubblicata nelle ultime ore è senza dubbio una delle più curiose nella storia dell’organo anti-corruzione fondato da ITF, ATP, WTA e i quattro tornei del Grande Slam, visto che non fa riferimento né alla corruzione vera e propria né ha nulla a che vedere col mondo del match-fixing legato alle scommesse, il fenomeno che la TIU cerca di combattere. La giocatrice coinvolta è la 32enne cinese Shuai Peng, che ha violato il codice anti-corruzione alla vigilia del torneo di Wimbledon 2017. Nella decisione si legge che la Peng ha tentato di cambiare dopo il sign-in la propria compagna di doppio, chiedendo ad Alison Van Uytvanck (il suo nome non è specificato nella sentenza, ma è stato semplice individuarla) di dare forfait, promettendole in cambio una somma di denaro. Dato che la TIU agisce in via confidenziale, nella nota stampa non c’è alcun dettaglio in più, ma secondo le indiscrezioni che circolano in Cina pare che all’ultimo alla Peng si fosse palesata la possibilità di giocare in coppia con Sania Mirza, quindi la cinese avrebbe invitato la Van Uytvanck a farsi da parte per permetterle di firmare insieme all’indiana, promettendole il prize money del primo turno in cambio del disturbo. La Van Uytvanck ha rifiutato la proposta e ha denunciato il tutto, e anche se le due non sono mai scese in campo (né insieme, né con altre compagne, visto che la belga ha dato forfait sul serio) il comportamento della Peng ha rappresentato una violazione Programma anti-corruzione (TACP). La sezione di riferimento è la D, articolo 1, comma 4, che recita che “nessuna persona coinvolta in un torneo può, direttamente o indirettamente, modificare o provare a modificare l’andamento o qualsiasi altro aspetto di un evento”.

Tre mesi a Shuai Peng, ma non è match-fixing

SOSPESO ANCHE IL SUO (EX) COACH
Tennis Integrity Unit, dopo l’udienza tenuta a Londra dal professor Richard H. McLaren il lunedì successivo alla finale di Wimbledon, ha deciso di comminarle una sospensione di sei mesi e una multa di 10.000 dollari, entrambe dimezzate con la condizionale. Significa che potrà tornare a giocare il prossimo 8 novembre, a stagione WTA terminata, e nei tre mesi scattati ieri non potrà partecipare e nemmeno assistere a qualsiasi torneo internazionale targato ITF, ATP o WTA. Tuttavia, pare che la giocatrice sia intenzionata ad appellarsi alla decisione, per ricevere almeno uno sconto della pena. La Peng, attualmente numero 80 della classifica WTA di singolare e 20 in doppio, è la prima campionessa Slam e prima ex numero uno (ha vinto Roland Garros e Wimbledon in doppio, salendo al comando del ranking di specialità nel febbraio del 2014) a finire nella rete della TIU, che insieme a lei ha sanzionato anche il coach francese Bertrand Perret, allenatore della stessa Peng dal novembre del 2016 al gennaio di quest’anno. Sempre secondo le voci che circolano nelle ultime ore, pare sia stato quest’ultimo a farsi carico del compito di inviare la proposta alla Van Uytvanck, attraverso un sms spedito al coach della giocatrice. Per questo, anche per lui l’accusa è esattamente la stessa, tanto che le motivazioni delle decisioni sono praticamente uguali. Il Programma anti-corruzione, infatti, equipara giocatori e allenatori sotto la categoria di Covered Person (persone coinvolte nel torneo), ragion per cui sono tutti tenuti a rispettare esattamente le stesse regole. Ciò che cambia, fra Peng e Perret, è l’ammontare della sospensione: il coach, infatti, è stato sospeso per tre mesi, durante i quali non potrà né allenare né presenziare a nessun torneo ITF, ATP o WTA.

Tre mesi a Shuai Peng, ma non è match-fixing
Bertrand Perret

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