Una (brutta) modifica che non serve a nulla

Una (brutta) modifica che non serve a nulla

Negli ultimi vent'anni, soltanto 14 partite di Wimbledon avrebbero richiesto il tie-break sul 12-12. Una percentuale irrisoria, sia sul totale dei match che su quelli giunti al quinto set (meno del 3%). La pressione dei giocatori ha portato a una decisione nonsense. Se proprio si volevano accorciare gli incontri, sarebbe stato più corretto il tie-break sul 6-6.

Tie-break sul 12-12: ne valeva davvero la pena?

Tie-break sul 12-12: ne valeva davvero la pena?

L'All England Club cede alle pressioni dei giocatori e istituisce il tie-break anche nel quinto set: si giocherà sull'eventuale 12-12. “Forniremo la certezza che la partita terminerà in un tempo accettabile”. A parte l'ennesimo schiaffo alla tradizione, non sembrava un intervento necessario: c'erano pochissimi match maratona.

Si accendono luci e telecamere nei palazzetti

Si accendono luci e telecamere nei palazzetti

Mentre Wimbledon “apre” alla possibilità di una collaborazione con Amazon, i circuiti ATP-WTA inaugurano la tradizionale stagione indoor europea. In campo cinque tornei: per SuperTennis, priorità per l'ATP di Stoccolma e il WTA di Mosca. In onda anche il torneo di Lussemburgo. Tutti i dettagli delle programmazioni, streaming compreso.

Wimbledon verso la triplicazione degli spazi!

Wimbledon verso la triplicazione degli spazi!

Entro l'anno, i soci del Wimbledon Golf Park dovrebbero accettare la maxi-offerta dell'All England Club: 63,75 milioni di sterline per sloggiare permettere a Wimbledon di prendersi 73 acri di terreno che rivoluzionerebbero il più antico torneo al mondo. C'era un ostacolo burocratico che rendeva complicata l'operazione: risolto.

Tre mesi a Shuai Peng, ma non è match-fixing

Tre mesi a Shuai Peng, ma non è match-fixing

Sospensione di tre mesi e multa di 5.000 dollari per la cinese Shuai Peng, ex n.1 WTA in doppio, caduta nella rete della TIU. Ma il match-fixing non c'entra nulla: alla vigilia di Wimbledon 2017 lei e il coach (anch'egli sanzionato) hanno offerto dei soldi alla sua compagna Alison Van Uytvanck per ritirarsi, e permetterle di giocare con Sania Mirza. Farà appello.

Giorgi: la caccia al best ranking parte dall'Ohio

Giorgi: la caccia al best ranking parte dall'Ohio

Dopo il bel risultato a Wimbledon, Camila Giorgi è sparita dai radar per un mese, lasciando il tennis azzurro in gonnella orfano di giocatrici competitive, proprio nel momento in cui i maschi hanno vinto quattro tornei in tre settimane. Ma la maceratese sta per tornare ed già a Cincinnati, pronta a rispondere a un grande interrogativo: il quarto a Wimbledon può rappresentare una svolta?

Wimbledon pensa all'erba sintetica!

Wimbledon pensa all'erba sintetica!

La grande usura dei campi e la richiesta di più match sul Centre Court stanno convincendo gli organizzatori di Wimbledon a una sperimentazione: inserire una piccola percentuale di erba sintetica sui prati di Church Road. Non si dovrebbe andare oltre il 10%: la soluzione è già stata sperimentata sul rugby, con buoni risultati.

Darcis double face: in attività e... coach

Darcis double face: in attività e... coach

Approfittando dell'infortunio al gomito che l'ha costretto a saltare l'intero 2018 e dare l'appuntamento al prossimo anno, Steve Darcis si è improvvisato coach, accettando la proposta di Yanina Wickmayer. Hanno lavorato insieme sull'erba, e lo faranno anche per la tournée negli States.

Il coach che sa come battere Serena Williams

Il coach che sa come battere Serena Williams

Nella sua giovane carriera, già molto brillante, Wim Fissette ha trovato la chiave per battere Serena Williams con quasi tutte le sue giocatrici. Il segreto? Non cercare i punti deboli di Serena, ma concentrarsi sui punti forti delle sue allieve. Con il suo aiuto, la carriera di Angelique Kerber è rifiorita. Fino al miracolo di Wimbledon.

Tie-break al quinto set? I dati dicono che...

Tie-break al quinto set? I dati dicono che...

La recente semifinale di Wimbledon tra Anderson e Isner ha scatenato una levata di scudi a favore del tie-break nel quinto set. Tesi per nulla condivisibili e sconfessate dai numeri: non solo le partite “a oltranza” sono il 3% del totale, ma il tie-break non tutela in nessun modo in vista del turno successivo. Anzi, i dati dicono che...

Chun Hsin Tseng, La stella di Taiwan

Chun Hsin Tseng, La stella di Taiwan

L'ultimo a vincere Roland Garros e Wimbledon junior nello stesso anno era stato Gael Monfils. Quest'anno c'è riuscito il taiwanese Tseng, cresciuto nel mito di Kei Nishikori, un passato in Spagna e un presente da Mouratoglou. È ancora un po' timido, ma sul campo non mostra incertezze. L'unico dubbio può essere l'altezza.

Jana, sorridi: questo Wimbledon è anche tuo

Jana, sorridi: questo Wimbledon è anche tuo

Commovente epilogo del doppio femminile: vincono Katerina Siniakova e Barbora Krejcikova, ultima giocatrice ad essere allenata da Jana Novotna prima che si aggravassero le sue condizioni di salute. L'aveva cercata a casa sua, appena 18enne, è trovò incredibile disponibilità. “Credo che sarebbe orgogliosa di me”.

I campioni di Wimbledon siamo noi!

I campioni di Wimbledon siamo noi!

Non soltanto Novak Djokovic e Angelique Kerber: i Championships hanno messo in palio la bellezza di 16 titoli. Il prestigio e la visibilità non sono gli stessi, ma tutti potranno fregiarsi del titolo di “Campioni di Wimbledon”. Ve li mostriamo tutti in un'imperdibile gallery.

Il (dolce) ritorno al passato di Djokovic

Il (dolce) ritorno al passato di Djokovic

Come nei suoi anni d'oro, Novak Djokovic vince da dominatore un torneo complicato: superato Nadal in una grande semifinale, tiene a distanza un orgoglioso Kevin Anderson e si aggiudica il suo tredicesimo Slam, il quarto a Wimbledon. L'immagine-simbolo del suo trionfo è la presenza del figlio Stefan a bordocampo.

Gioia Djokovic: «ho sempre creduto in me stesso»

Gioia Djokovic: «ho sempre creduto in me stesso»

PAROLA AL VINCITORE - Dopo il Roland Garros non ci avrebbe creduto nessuno, eppure Novak Djokovic è tornato subito a vincere un torneo del Grande Slam. "Non me l'aspettavo - dice -, ma una parte di me ha sempre pensato che fosse possibile".

Anderson: «fiero di quanto fatto, e crescerò ancora»

Anderson: «fiero di quanto fatto, e crescerò ancora»

PAROLA AL FINALISTA - Non è stata la finale che Kevin Anderson si augurava, e resta qualche rimpianto per il terzo set ("se l'avessi vinto..."), ma il sudafricano può essere comunque molto felice del suo torneo. Anni fa col suo team aveva creato un gruppo WhatsApp chiamato top-five Kev, e ora i primi 5 i ha raggiunti davvero. "Un grande traguardo: ora so di poter lottare per vincere anche gli Slam".

Angie, visto che mamma aveva ragione?

Angie, visto che mamma aveva ragione?

Una sconfitta al primo turno di Wimbledon, sette anni fa, aveva convinto Angelique Kerber a mollare il tennis. “Non è lo sport per me” disse a mamma Beata, che la invitò a ricostruirsi in un'accademia. Vinte le perplessità, convinta dalla Petkovic, la tedesca lo ha fatto e la sua vita è cambiata. Il Rosewater Dish è suo: niente festa per Serena Williams.

Kerber: «senza il 2017 oggi non sarei qui»

Kerber: «senza il 2017 oggi non sarei qui»

PAROLA ALLA VINCITRICE - Secondo Angelique Kerber buona parte del suo successo a Wimbledon è stato costruito nel 2017, l'anno più difficile della sua carriera. Sembrava sparita, invece è tornata più forte. "Sono una giocatrice migliore, e ho realizzato il sogno di quando ero bambina. Fino a due settimane fa non ci avrebbe creduto nessuno".

Serena: «un grande step, ma la strada è ancora lunga»

Serena: «un grande step, ma la strada è ancora lunga»

PAROLA ALLA FINALISTA - È mancato il lieto fine, ma il torneo di Wimbledon di Serena Williams resta un grande esempio, sotto più fronti. È tornata super competitiva a pochi mesi dal parto, e ha trovato tante delle risposte che cercava. “Ho capito che posso ancora competere per vincere i tornei del Grande Slam”.

Novak Djokovic è tornato a comandare

Novak Djokovic è tornato a comandare

Mettendo da parte abbracci e buone maniere che avevano accompagnato il suo periodo peggiore, il serbo ha ritrovato tutto quello che serviva per vincere una grande partita, contro un grande avversario. Più che il gioco, la feroce voglia di vincere. Contro un Nadal indomabile, sfiora il baratro ma poi vince 10-8 al quinto. In finale sarà favorito contro Kevin Anderson.

Un sabato storico senza vincitori

Un sabato storico senza vincitori

La policy di Wimbledon viene prima di tutto: alle 23.02 locali, Novak Djokovic e Rafael Nadal vengono rispediti negli spogliatoi. Si riprenderà sabato, con il serbo avanti due set a uno dopo aver artigliato un tie-break al fulmicotone. Una giornata di tennis che passerà alla storia, un po' come il primo Super Saturday dello Us Open.

Eroico Anderson: vince e invoca il tie-break

Eroico Anderson: vince e invoca il tie-break

Il primo finalista di Wimbledon è Kevin Anderson: al termine del secondo match più lungo nella storia di Wimbledon supera John Isner per 26-24 al quinto set. Hanno giocato punto a punto per 6 ore e 36 minuti, ma il sudafricano è stato superiore. A fine match non riesce nemmeno a esultare, e invoca il tie-break al 5°. Fra quarti e semifinali ha giocato quasi 11 ore: come può recuperare in vista della finale?

Tim, la prossima volta leggi meglio..

Tim, la prossima volta leggi meglio..

Che beffa per Tim Smyczek: il 30enne americano, noto per un bel gesto di fair play contro Nadal, non ha letto bene una mail del suo agente e si è dimenticato di iscriversi alle qualificazioni di Wimbledon. Le ha provate tutte per giocare ugualmente, ma è stato inutile. “È dura da digerire”. Come se non bastasse, ha perso subito anche a Winnetka. E non sarà ammesso di diritto allo Us Open.

Ancora tu... Ma non dovevamo vederci più?

Ancora tu... Ma non dovevamo vederci più?

Fino a qualche anno fa era routine. Oggi, invece, l'episodio numero 52 della saga Nadal-Djokovic è un match molto atteso. Rafa vuole alimentare la sua leggenda e puntellare la classifica, mentre Nole vuole riprendersi la gloria smarrita due anni fa. Impossibile avventurarsi in pronostici: rinunciano anche i bookmakers.

Serena vince, ma «Mou» non ne può parlare

Serena vince, ma «Mou» non ne può parlare

Curiosa situazione nel clan Williams: la statunitense ha chiesto a coach Patrick Mouratoglou di non parlare di lei con i giornalisti, attività che il tecnico francese ha sempre fatto con regolarità. Pare che Serena non abbia gradito qualche dichiarazione rilasciata dal suo allenatore durante il Roland Garros, ma a specifica domanda ha glissato.