Vickery: “Cari troll, scrivetemi pure...”

In un impeto di ribellione dopo aver sopportato per troppo tempo, Sachia Vickery ha deciso di esporre al pubblico ludibrio chi la offenderà e insulterà via social network. Il fatto che sia nera ha reso ancora più pesanti certi insulti. Dopo ogni vittoria, saluta il pubblico con “Wakanda Forever”, scena simbolo del film “Black Panther”.
Vickery: “Cari troll, scrivetemi pure...”
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Riccardo Bisti
14 giugno 2018

Ha vissuto il suo momento di gloria tre mesi fa, quando ha battuto Garbine Muguruza a Indian Wells. Per festeggiare il più importante successo in carriera, Sachia Vickery ha celebrato mimando il “Wakanda Forever”, saluto-orgoglio adottato da tanti atleti neri, tratto dal film "Black Panther". Da allora, era tornata in un onesto anonimato tennistico. In questi giorni, è di nuovo sulla ribalta con gli attacchi ai “troll” che l'hanno presa di mira sui social network. All'improvviso, la sua popolarità è tornata alle stelle con un post pubblicato lunedì su Twitter: “Dopo anni di abusi raziali da parte dei troll su internet, ho deciso di pubblicare tutto quello che mi sarà inviato da adesso in poi”. La sua iniziativa ha scatenato un'accesa discussione cui ha preso parte Jarmere Jenkins, sparring partner di Serena Williams (anche lui di colore). In questo momento, l'americana si trova in Europa per i tornei di preparazione a Wimbledon. A Nottingham non le è andata troppo bene: ha perso al primo turno con Naomi Osaka. Col telefonino in mano, invece, continua a darci dentro. Qualcuno l'ha provocata, invitandola a chiudere la bocca. Lei ha risposto per le rime, dicendogli di stare attento “prima di volare via con le orecchie di Dumbo”. Parlando con “The Undefeated”, branchia di ESPN, la numero 82 WTA ha chiarito la sua posizione. A quanto pare, le capita spesso di ricevere messaggi e commenti odiosi sulle sue pagine social. E capita spesso che ci siano anche connotazioni razziali. “Se ne condividessi un po', restereste scioccati – ha detto – essendo nera, vengo chiamata 'scimmia', 'schiava', 'governante'... praticamente ogni parola razzista presente sul pianeta Terra. Per restare sui social media bisogna avere la scorza dura, ma sono un essere umano e a volta capita che ci siano momenti in cui me la prendo”. È esattamente quanto successo lunedì. “Queste persone dovrebbero essere controllate – continua la Vickery – il mio coach dice che non dovrei preoccuparmene, che devo posare il telefono e farmi una camminata”.

Vickery: “Cari troll, scrivetemi pure...”

"COME FANNO AD OTTENERE IL MIO NUMERO?"
Ma lei non riesce a contenersi e, per adesso, sta dando seguito alla sua promessa. Per esempio, aveva pubblicato un tweet (ma lo ha cancellato rapidamente) in cui c'era uno screenshot di Facebook, in cui era chiamata “scimmia” e “ragazza grassa”. Dopo la pubblicazione, la Vickery è stata rimproverata da un utente, il quale le ha tirato le orecchie: “Gli abusi razzisti sono terribili, ma la risposta non era molto meglio”. Lei ha replicato: “Ti piacerebbe vedere alcuni messaggi che ricevo ogni giorno? Arrivati a un certo punto, non ne puoi più”. Non è la prima volta che uno sportivo riceve accuse razziste di vario genere. Anche il tennis non ne è esente. Esponendosi sui social network, gli atleti sono soggetti a qualsiasi tipo di giudizio. Da lì, il passaggio verso offese e insulti può essere molto rapido. Sachia ha detto di aver vissuto situazioni di questo tipo sin dall'inizio, al punto che – di tanto in tanto – ha cessato di scrivere. A suo dire, la maggior parte dei commenti arrivano da parte di scommettitori delusi. Come sappiamo, quasi tutti i giocatori ricevono messaggi di questo tipo. Ma alla Vickery è andata ancora peggio: qualcuno le ha mandato messaggi minatori addirittura sul suo telefonino. “Chissà come riescono ad ottenere il mio numero – dice la Vickery – ho ricevuto anche minacce di morte, altri sperano che la mia famiglia si ammali di cancro, altri ancora mi hanno detto che mi avrebbero raggiunto e ucciso”. Quando ha deciso di esporsi in questo modo, un altro utente le ha detto che l'attenzione verso i troll è sostanzialmente una perdita di tempo. L'americana ha replicato così: “Non mi infastidisce, semplicemente oggi ho avuto il tempo di farlo”. Il caso in sé non è clamoroso, ma alimenta l'attenzione su un fenomeno di difficile risoluzione. Detto che è molto difficile risalire a chi minaccia (ci vogliono denunce, indagini, magari coinvolgendo le autorità di più paesi, e non sempre c'è la voglia di farlo), la soluzione più immediata sarebbe l'uscita di scena dei giocatori dai social. Ma oggi, a quanto pare, nessuno riesce a farne a meno. Di certo, dopo ogni successo, Sachia Vickery continuerà a festeggiare – con maggior orgoglio – ogni successo con la sua Wakanda Forever. A volte, un gest vale più di mille parole. E di mille arrabbiature.


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