Redazione - 10 dicembre 2018

L’Équipe e i pronostici sbagliati: Dimitrov n.1, Paire n.2…

Durante Roland Garros del 2013, il celebre quotidiano sportivo francese pronosticò la top 10 maschile del 2018. Non è andata troppo bene...
1/10 NUMERO 10: JACK SOCK

L’Équipe è giustamente considerato il quotidiano sportivo migliore al mondo per qualità e varietà di contenuti. Nel tennis, vanta ottimi giornalisti, decisamente competenti, attenti nelle loro analisi. Tuttavia, anche a loro succede di sbagliarsi, soprattutto quando si prova un pronostico complicato, come quello di azzeccare con cinque anni di anticipo chi sarebbero stati i top 10 della classifica mondiale maschile nel 2018. Ma dopotutto, come dice Rino Tommasi, i pronostici li sbaglia solo chi li fa. Ecco come è andata.

NUMERO 10: JACK SOCK
(ranking attuale: 106)
Hanno sbagliato di una stagione: l’anno scorso era numero 8 e giocava il Masters. Ora è fuori dalla top 100. Non vale né l’una, né l’altra posizione.

NUMERO 9: JERZY JANOWICZ
(ranking attuale: inactive)
Quando esplose nel 2012 raggiungendo la finale al Masters 1000 di Paris-Bercy, aveva impressionato: potente, talentuoso, ricco di personalità e con un gioco divertente: poteva passare da una manata di dritto a una smorzata millimetrica con grande facilità. Quando i colleghi francesi hanno realizzato questo pronostico, stava raggiungendo il suo best ranking (numero 14). Una scommessa che ci stava: poi sono arrivati gli infortuni e ora è fermo da un anno. Perso per sempre per il tennis che conta.

NUMERO 8: ERNESTS GULBIS
(ranking attuale: 96)
Un atto di fede. Mal riposto.

NUMERO 7: BERNARD TOMIC
(ranking attuale: 83)
Un altro atto di fede, anche questo mal riposto.

NUMERO 6: KEI NISHIKORI
(ranking attuale: 9)
Hanno sbagliato di poco, ma il pronostico (nella sua logica) si può considerare azzeccato.

NUMERO 5: NOVAK DJOKOVIC
(ranking attuale: 1)
Scommettere contro Djokovic è sempre un rischio: se è motivato, difficile tirarlo giù dal trono. E se non avesse risolto i suoi problemi post-infortunio 2017, chissà dove sarebbe. Le vie di mezzo non sono per lui. E a 31 anni si poteva immaginare che fisicamente sarebbe stato ancora integro. Infatti.

NUMERO 4: MILOS RAONIC
(ranking attuale: 18)
Una scelta condivisibile perché il canadese era in crescita e con Riccardo Piatti al suo fianco aveva trovato qualcuno che lo completasse tecnicamente e tatticamente. Interrotto quel rapporto, l’involuzione è stata evidente, non solo perché dal numero 3 è scivolato indietro, ma perché non pare avere più armi e convinzioni sufficienti per tornare al top.

NUMERO 3: ANDY MURRAY
(ranking attuale: 258)
Qui è entrata in gioco una componente incontrollabile, quella legata agli infortuni. Fosse rimasto in buona salute, sarebbe stato nella top 5 con grande probabilità.

NUMERO 2: BENOIT PAIRE
(ranking attuale: 52)
Va beh, il talento da giocoliere è innegabile, ma solo i francesi potevano sperare che sarebbe salito così in alto. Non è mai andato oltre la 18esima posizione. E difficilmente farà meglio in futuro.

NUMERO 1: GRIGOR DIMITROV
(ranking attuale: 19)
Aveva un senso: nessuno poteva immaginare la longevità di Roger Federer e nemmeno che il fisico di Rafael Nadal avrebbe retto l’urto di altre cinque stagioni. E forse nemmeno che Novak Djokovic avrebbe mantenuto così alte le sue motivazioni. Quindi, la scelta del bulgaro ci stava perché il talento è innegabile e sembrava solo questione di tempo riuscire a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. I quali invece, dopo il successo al Masters 2017, si sono nuovamente sparpagliati, in quella che è stata la sua peggior stagione degli ultimi anni. E il sogno di numero uno lo si può anche infilare in un cassetto.

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