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Il cancro, la protesi... e l'incontro con Federer

La bella storia di Marc Krajekian, 10 anni, costretto all'amputazione di una gamba a causa di un cancro. Un anno dopo ha ripreso a giocare a tennis grazie a una protesi, e allo Us Open ha avuto la possibilità di incontrare Roger Federer. “Chi indossa una protesi non è un disabile”.
Il cancro, la protesi... e l'incontro con Federer
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Riccardo Bisti
29 November 2017

Quando Paul Annacone lo ha preso per mano, accompagnandolo su uno dei campi secondari dello Us Open, Mark Krajekan era il bambino più felice del mondo. 10 anni, uscito da una dolorosa battaglia contro il cancro, stava vivendo la realizzazione di un sogno. Ma appena messo piede sul campo, la sua vita è cambiata in un momento. “Appena ho visto Roger Federer, ho urlato 'Oh. Mio Dio!' ai miei genitori”. Era tutto preparato: Roger lo aspettava e gli ha dedicato un po' di tempo, giocando anche un punto con lui poche ore prima di affrontare Philipp Kohlschreiber negli ottavi dello Us Open. Come se non bastasse, Marc si è aggiudicato il punto con un pallonetto vincente. Il 4 settembre 2017 ha sancito il lieto fine di una storia dolorosa, iniziata nell'inverno 2016. Krajekan era una giovane promessa del North Carolina, bravo e super-appassionato. Passava tutto il tempo possibile sul campo da tennis. Quando provò a dare concretezza al suo sogno, iscrivendosi a una scuola tennis, decisero di effettuare alcune analisi a seguito di un dolore al piede. L'esito fu terribile: Sarcoma di Ewing, rara forma di un cancro alle ossa. “Sapevo che il cancro è una malattia mortale, ma non mi ha fatto paura” dice il bambino. A quel punto, la famiglia si è trovata davanti a un doloroso bivio: l'amputazione della gamba sotto il ginocchio, nel tentativo di impedire la diffusione del cancro, oppure una procedura molto rischiosa per recuperare la gamba, che avrebbe avuto bisogno di parecchi interventi.

UNA PROTESI MIRACOLOSA
“Per farmi capire a cosa sarei andato incontro, mia madre aveva disegnato una piccola tabella sulla lavagna della stanza dell'ospedale. Prima ancora che finisse, le ho detto che avrei preferito l'amputazione. Se mi fossi tolto la gamba, il cancro sarebbe scomparso”. Il 24 marzo 2016, hanno esaudito il suo desiderio. Quel giorno, i suoi compagni di squadra hanno giocato una competizione indossando una t-shirt con la scritta “Bye Bye Cancer” in suo onore. Un paio di mesi dopo è arrivata la protesi che gli dovrebbe garantire di condurre una vita normale e poi si è sottoposto a sei mesi di chemioterapia. Un anno dopo, Marc ha ripreso la racchetta in mano. Superfluo raccontarne le emozioni. Quest'estate, i Krajekian sono volati a New York per assistere allo Us Open. La loro storia non è passata inosservata a Tennis Channel, che vi ha dedicato un servizio. Da lì all'incontro a sorpresa con Federer, il passo breve. E Marc non poteva trarre ispirazione più grande che da un incoraggiamento di Federer. “Guarisci presto, fammi sapere quando sarai pronto e io giocherò a tennis con te” gli aveva scritto. Detto, fatto. La sua storia ha commosso il mondo del tennis, diventando una fonte d'ispirazione per tutti. Adesso, grazie a una “tennis leg” di ultima generazione (creata dall'istituto Scott Sabolich Prosthetics & Research), il suo sogno di giocare a tennis è più vivo che mai. “Vorrei giocare a tennis il più a lungo possibile, spero di farlo anche a scuola – ha detto Krajekian – ho intenzione di lavorare sempre più duramente per raggiungere i miei obiettivi e mostrare a tutti che che chi indossa una protesi non è da considerare un disabile, e non è più lento degli altri. Non siamo disabili”.


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