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Shot-clock: da preoccupazione a vantaggio?

A sorpresa, Novak Djokovic applaude la novità dello shot-clock, testato nei primi due incontri a Toronto. Secondo il serbo, il fatto che il count down scatti dopo l'annuncio del punteggio e sia ben visibile offre ai giocatori la sensazione di avere più tempo fra un punto e l'altro. L'equilibrio trovato con l'aiuto del buon senso sembra positivo.
Shot-clock: da preoccupazione a vantaggio?
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Marco Caldara
9 August 2018

Lo shot-clock nel tennis non si può esattamente considerare una novità, visto che ha fatto il suo esordio a livello professionistico ormai quasi un anno fa, nelle qualificazioni dello Us Open, per poi essere utilizzato anche in altri appuntamenti come le Next Gen ATP Finals. Ma non era mai capitato che alle prese col count down fra un punto e il successivo si trovassero anche i big, come sta succedendo alla Rogers Cup di Toronto, primo dei grandi tornei – seguiranno Cincinnati e Us Open – ad adottare la novità tanto acclamata nelle scorse stagioni. C’era interesse soprattutto nel vedere le reazioni di Rafael Nadal e Novak Djokovic, due dei giocatori che fra un punto e l’altro si prendono più secondi, sforando spesso il tempo concesso da un regolamento applicato a piacimento, specie con i campo i top players. Mentre Nadal, storicamente il più scettico nei confronti della novità, non è ancora entrato nei dettagli, Djokovic sembrerebbe averla promossa, tanto da etichettarla addirittura come un vantaggio. “Non ho avuto la sensazione che nei miei primi due incontri la novità mi abbia condizionato – ha detto Novak –, e anzi, ora sento di avere più tempo fra un punto e l’altro, perché con lo shot-clock i 25 secondi scattano da quando il giudice di sedia chiama il punteggio. Quindi mi sento a mio agio con la novità, ed è positivo poterla testare prima dello Us Open”. Il dettaglio sottolineato da Djokovic non è banale: il conteggio viene avviato dopo che il giudice di sedia ha annunciato il punteggio, e non in contemporanea con la fine reale del punto, quindi in realtà ci scappa sempre qualche secondo in più. Per evitare il warning il giocatore deve (o dovrebbe) aver iniziato il movimento del servizio prima che il conteggio abbia raggiunto lo zero, anche se almeno in questa fase iniziale gli arbitri non sembrano così severi, e più di uno ha preferito chiudere un occhio anche a tempo scaduto, evitando di comminare il warning previsto dal regolamento.

Shot-clock: da preoccupazione a vantaggio?

L'IMPORTANZA DEL BUON SENSO
Lo shot-clock è usato anche per velocizzare le fasi pre-match: dal loro ingresso in campo i giocatori hanno un minuto per presentarsi a rete per il lancio della monetina, cinque minuti esatti di riscaldamento e un altro minuto dal temine del warm up per iniziare il primo punto, ma eventuali infrazioni non hanno effetti diretti sulla partita, visto che sono sanzionabili esclusivamente con una multa. Anche per questo l’unica novità “invasiva” riguarda i 25 secondi, anche se – va ricordato – il regolamento non è cambiato. A livello ATP il tempo concesso fra un punto e l’altro è sempre stato di 25 secondi, e tale è rimasto. La differenza è l’introduzione di sistema che permetta a giocatori e giudici di sedia di avere sempre i secondi sotto controllo. Per i giocatori può essere d’aiuto, perché anche se teoricamente il tempo si riduce, visto che quando scatta lo zero ora dovrebbe sempre arrivare anche l’avvertimento (mentre prima tutti sforavano i secondi più o meno liberamente), ora sanno quanto tempo gli resta, proprio come evidenziato da Djokovic. Parole, quelle del serbo, che confermano la teoria di Gayle Bradshaw, vice presidente ATP e responsabile della sezione regolamenti, che qualche settimana fa aveva spiegato che secondo i loro studi l’introduzione dell’orologio avrebbe persino aiutato due giocatori come Nadal e Djokovic. “Bisognerà superare lo scoglio della novità – aveva detto –, ma poi tutti ci faranno l’abitudine e non se ne accorgeranno più. Per Nadal può addirittura diventare un vantaggio, e abbiamo costruito un protocollo che tiene conto anche del buon senso”. Significa che dopo un ace il giudice di sedia – che in caso di necessità ha la facoltà di fermare il count down o di farlo ripartire – è invitato ad azionare immediatamente il cronometro, mentre dopo un punto molto lungo può prendersi il diritto di regalare qualche secondo extra, per permettere ai due giocatori di rifiatare. Una questione di equilibrio che sembra l’ideale: dovrebbe mettere un freno al vizio di perdere troppo tempo anche dopo un punto banale, ma senza rendere necessariamente tutto troppo veloce.

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