Il numero 3 del mondo – che ha raggiunto le semifinali agli Australian Open – ha risposto con vena polemica a chi gli ha chiesto se giocherà meno tornei quest’anno

Alexander Zverev ha ottenuto un’altra vittoria agli Australian Open 2026, qualificandosi un’altra volta per le semifinali. Il numero 3 del mondo ha lottato con le unghie e con i denti per avere la meglio su Learner Tien, che aveva impressionato tutti nel turno precedente infliggendo a Daniil Medvedev una delle sconfitte più umilianti di tutta la sua carriera. La giovane stella americana rappresentava un test a tutti gli effetti per Sascha, che lo ha superato con buoni voti e senza dover ricorrere al quinto set. Il campione tedesco può ricaricare le pile e osservare con interesse la sfida tra Carlos Alcaraz e Alex de Minaur, che determinerà il suo prossimo rivale a Melbourne Park.
In conferenza stampa, il nativo di Amburgo ha ammesso di sentirsi molto bene: “Non ho avuto alcun dolore negli ultimi dieci giorni, una sensazione che non provavo da molto tempo. Sto giocando bene, sono felice in campo e vincere aiuta sempre. Non credo che questo sia il livello più alto che abbia espresso nella mia carriera, dato che stavo giocando ancora meglio al Roland Garros 2022 prima che mi infortunassi.” Non è un segreto che Alexander voglia disperatamente vincere un titolo dello Slam: “Sto ancora inseguendo quell’obiettivo e non mi arrenderò, ma al tempo stesso voglio anche divertirmi. In questo momento lo sto facendo ed è la cosa più importante per me.”
A Zverev è stato poi chiesto se avrà un calendario più ridotto quest’anno: “Non tutti sono Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che arrivano in fondo ad ogni torneo e guadagnano 50 milioni di dollari all’anno. Non mi lamento affatto della mia vita, sono felice del mio conto in banca, ma è un discorso un po’ complicato. Dovrò essere bravo ad adattarmi alle varie situazioni. Si tratta anche di capire come starà il mio corpo con il passare del tempo, visto che sto invecchiando.” Il tedesco ha infine spiegato in quale aspetto Jannik e Carlitos sono superiori alla concorrenza: “Loro due fanno la differenza soprattutto con il primo colpo dopo il servizio. Sono molto aggressivi e non lasciano che l’avversario prenda l’iniziativa. Io ci sto lavorando, perché sento di essere inferiore a loro.”

