La sfida tra Sinner e Shapovalov ha messo in luce l’enorme divario tra i due giocatori. Eppure, lavorando sui giusti dettagli, il talentuoso canadese potrebbe raccogliere molto di più

Non è stato un gran bel match né promette di esserlo in futuro, tale ormai è il divario delle forze in campo.
Questo il sunto del terzo tête a tête tra Sinner e Shapovalov, andato in onda non più tardi di iersera, nel suggestivo scenario di Indian Wells.
L’atesino ha vinto a mani basse grazie a quel rapido dominio dei rimbalzi che rimanda al miglior Agassi e alla razionale lettura dei punti tratta dal più recente e ancora inarrivabile Novak Djokovic.
Un tennis lontano da quello sciué sciué del canadese, a mezza via tra il mancinismo sottile alla John McEnroe e quello sprecone alla Henry Leconte. Un match, il suo, giocato senza troppa convinzione, tirato avanti con l’aria del pendolare in procinto di perdere il tram.
Per carità, Jannik ha riportato il match e potremmo anche chiuderla quí felici e contenti. Bando ai facili campanilismi, invece, una presunta onestà intellettuale mi spinge a una rapida riflessione su un talento che raccoglie assai meno di quanto semini.
Per chiedermi se nella corte dei miracoli che di torneo in torneo l ‘ex top ten trascina al seguito, non ci sia un’anima avveduta che lo induca a fare delle pause un uso più accurato, così da moderare errori gratuiti figli di frenesia eccessiva.
Ci sarebbe poi un lancio di palla spesso disuguale a rendere precario un servizio altrimenti ben impostato e suscettibile di maggiori frutti.
In questo caso non ci sarebbe neanche bisogno del solito “serviziologo superpagato”. Si tratta, bensì, di porsi perpendicolari a un ramo assai frondoso per prendere di mira ripetute volte una stessa foglia. Un eccellente espediente didattico che da ragazzo un vecchio maestro mi impose con bonaria fermezza. Posso dire che mai consiglio si rivelò più proficuo e a buon mercato. Tanto da poter dire che, se come giocatore mai andai oltre il mediocre, quanto al lancio di palla… non vi dico.
Al punto da garantire, a chi ne voglia far tesoro, sugli effetti assolutamente straordinari dell’esercizio tecnico.
Nel frattempo il conteggio dice 2 a 1 Sinner con buona pace dell’ansioso cittadino del Quebec.

