dal nostro inviato a Roma Gabriele Riva – foto Ettore FerreriIl match della giornata STEPANEK METTE FEDERER KO Chiamatela occasione persa, chiamatela disgrazia per il torneo, chiamatela come volete

dal nostro inviato a Roma Gabriele Riva – foto Ettore Ferreri

Il match della giornata
STEPANEK METTE FEDERER KO
Chiamatela occasione persa, chiamatela disgrazia per il torneo, chiamatela come volete… la sostanza resta. Dopo l’eliminazione al secondo turno di Rafael Nadal per mano di Juan Carlos Ferrero, anche Roger Federer ha detto ciao ciao a tutti. Colpa di Radek Stepanek, numero 27 delle classifiche mondiali e giocatore divertente, capace di tutto sul campo. Ottima mano, gioco a rete d’una sicurezza d’altri tempi e servizio solido. Sono serviti due tie-break per far abdicare Re Roger, che proprio non sembrava starci nonostante un avvio alla camomilla. Il primo set marcia senza intoppi, cioè a dire senza palle break. Si nota subito che Radek, con impresse le proprie iniziali (RS) sulle corde, sta esprimendo il massimo delle sue potenzialità. Ha fatto paura soprattutto in risposta, sempre profonda, sempre carica, spesso utile anche per attaccare la prima di servizio di Sua Maestà. Il pubblico del Foro “cotto” dal sole e imbambolato dal vedere il suo idolo sotto nel punteggio, nel gioco e nel morale, ha provato a dare una mano ma per il primo parziale non c’è stato nulla da fare. E’ vero, Roger era avanti un mini break nel tie-break, “solitamente – avrebbe confidato poi in conferenza stampa – non spreco i vantaggi che ho, stavolta è successo”. Già, perché capita anche nelle migliori famiglie, non c’è nulla di che stupirsi.
Il secondo parziale non prospetta nulla di piacevole per Mirka e tutti i fan dello svizzero, anzi. Il Ceco parte ancora forte e prende un break di vantaggio, il primo dell’incontro. Si comincia a far largo un’idea: che anche Roger dopo Rafa possa lasciare sguarnito di stelle il tabellone del Foro? Timori che si acutizzano sul 5-4 quando il ceco va a servire per il match. Roger però si carica, breakka e allunga il match. E’ la svolta? Macché, neanche per idea, Roger spreca un altro minibreak di vantaggio nel tie-break e perde il match. “Non so cosa non sia funzionato veramente – ha detto Ruggero – so solo che lui mi ha tolto il ritmo, ha cambiato spesso e variato molto. Complimenti a lui”. Insomma, uno svizzero in semifinale a Roma 2008 ci sarà ma, che ci crediate o no, invece di Roger si chiama Stanislas.