Tanti i messaggi di cordoglio e di ricordo per la leggenda del tennis azzurro scomparsa questa mattina

Tanto affetto e tanta vicinanza è stata mostrata nei confronti di Nicola Pietrangeli, la leggenda del tennis italiano scomparsa questa mattina all’età di 92 anni. Ecco i messaggi di Panatta, Bertolucci, Barazzutti, Garbin, Volandri e Haggerty.
Adriano Panatta: «Nicola era ‘il mio amico’. Io lo voglio ricordare con allegria: Nicola è stato un personaggio straordinario, al di là di essere un campione assoluto, che ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere nel periodo in cui giocava. Alla mia nascita lui era un diciassettenne che giocava al tennis Parioli ed era già una promessa, poi abbiamo fatto un po’ il cambio della guardia io e lui. Abbiamo anche giocato il doppio insieme, ci siamo divertiti tanto e abbiamo fatto le vacanze insieme. Io e Nicola eravamo molto amici. La cosa che mi faceva più male in questo ultimo periodo era che non volevo che soffrisse: lui ha avuto un colpo tremendo quando è morto Giorgino (suo figlio, ndr.) poco tempo fa. L’ultima volta che l’ho chiamato, pochi giorni fa, gli ho detto ‘alzati dal letto, accidenti a te’. Lui mi ha risposto dicendomi che non voleva alzarsi. Però ha fatto una vita bellissima». (dichiarazioni a Rai 1)
Paolo Bertolucci: «Come Sinner, era un fenomeno, un grandissimo giocatore, numero 3 del mondo ai suoi tempi. Per tutta la vita gli rimarrà il merito della Davis vinta da capitano, e altre mille medaglie da mettersi al petto. Per me era il top dei top, l’ho incontrato a fine carriera ma il suo rovescio rimaneva ineguagliabile, un grande talento vissuto in un tennis diverso dal nostro»
Corrado Barazzutti: «Nicola era un grandissimo campione, una grande personalità. Un uomo di fascino assoluto, ambasciatore del tennis non solo italiano ma mondiale. Un personaggio che aveva grande appeal nei confronti del pubblico, ed è entrato nella immaginazione collettiva anche per il carattere brillante, per il suo modo di vivere, le sue frequentazioni con i reali, i registi, gli attori e le attrici. Dopo Sinner, è il più forte italiano di sempre. Ha sempre avuto grande stima per Jannik, credo che gli desse fastidio quando per esaltare Sinner si tendeva a sminuire i suoi risultati. Era abituato a cavarsela spesso con una battuta, magari pungente, a volte per questo è stato frainteso. Ma se lo conoscevi bene, non potevi fare a meno di apprezzarlo. Perché Nicola è stato una persona buona e generosa».
Tathiana Garbin, capitana di Billie Jean King Cup: «Nicola per me è stato molto più di un grandissimo campione. È stato un punto fermo del nostro tennis, una presenza che sentivi sempre lì, anche quando non era fisicamente accanto a te. Per la mia generazione, e per tutte quelle che sono venute dopo, rappresentava una guida silenziosa: un esempio, una voce autorevole, il custode vero della nostra storia. Aveva un modo unico di trasmettere amore per questo sport e per la maglia azzurra. Bastavano poche parole, una battuta, un aneddoto… e subito ti ricordava quanto fosse speciale ciò che stavamo vivendo. Era diretto, sincero, autentico.
Ascoltarlo era un privilegio, perché ogni volta ti lasciava qualcosa dentro.
La sua storia resterà per sempre intrecciata a quella di Lea Pericoli: insieme hanno acceso la prima grande luce del tennis italiano, facendo innamorare intere generazioni e dando stile, anima e identità al nostro movimento. Oggi perdiamo una pietra miliare del nostro sport, ma quello che Nicola ci ha lasciato va ben oltre i risultati e i trofei. Vive nelle nostre Nazionali, nelle ragazze che scendono in campo con il sogno di indossare l’azzurro, in chi ogni giorno lavora per portare avanti quei valori che lui ha incarnato così bene.
Grazie Nicola, per la strada che hai aperto e per l’esempio che continuerai a essere per tutti noi. Buon viaggio, leggenda».
Filippo Volandri, capitano di Coppa Davis: «Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli è stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport. Per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia azzurra, non è mai stato soltanto un grande campione del passato. Dalla battuta ironica al consiglio più serio, aveva sempre il modo giusto per farti riflettere e per ricordarti cosa significhi rappresentare l’Italia. Era libero, diretto, autentico: per questo unico.
Ha aperto la strada a tutti noi. Le sue vittorie, la sua personalità e il suo modo di vivere il tennis hanno permesso all’Italia di credere di poter competere ai massimi livelli. Siamo cresciuti con i suoi racconti, con la sua passione travolgente, con la sua capacità di farci sentire parte di una storia più grande. Perdiamo un simbolo e un maestro, ma il suo spirito resterà con noi, in ogni Coppa Davis e in ogni ragazzo che entra in campo con la maglia azzurra. Grazie, Nicola, per tutto ciò che hai rappresentato e continuerai a rappresentare per il nostro tennis».
David Haggerty, presidente ITF: “Nicola Pietrangeli era la vera incarnazione di tutto ciò che rappresenta la Coppa Davis: passione, prestigio e orgoglio nel rappresentare la propria nazione. Oltre ad aver raggiunto i vertici del tennis a livello individuale, Nicola ha compreso appieno cosa significasse giocare a tennis per qualcosa di più grande di lui, e i suoi incredibili successi sono scolpiti nei 125 anni di storia della Coppa Davis. Lascia un’eredità tennistica vasta e incommensurabile sia in Italia che nel resto del mondo. A nome di tutti noi dell’ITF, desidero porgere le mie sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici”.

