Un’analisi sulla situazione che vede il finalista di Madrid e le piccole polemiche delle ultime ore

Probabilmente avrei fatto danni ma fossi stato in Sinner mi sarei risparmiato Madrid! La striscia di 20 match vinti tutto d’un fiato da Indian Wells alla finale iberica, potrebbe risultare pesante anche per un campione di tale portata. Una nota che solo di riflesso appartiene al pregresso mentre qualche perplessità la pone per l’immediato futuro. È vero che l’atesino è sembrato camminare sulle acque anche in terra di Spagna ma il dispendio di energie fisiche e mentali vale anche per lui. Già domani sarà dura contro un Zverev dal dente avvelenato deciso a riscattare le sconfitte subite dall’azzurro nel Sunshine Double e al torneo di Montecarlo.
È proprio all’indomani della vittoria monegasca che avrei fatto una sosta per ricaricare le pile in vista del secondo rush europeo.
Una seconda maratona che inizierà la prossima settimana all’ombra del Colosseo dove, assente Alcaraz, l’atesino è atteso al grande rito dopo quello compiuto da Adriano Panatta appena cinquant’anni fa. Seguirà Parigi, un torneo che grida ancora vendetta dopo i tre match point svaniti lo scorso anno contro Alcaraz nell’immenso Chatrier. Al Bois de Boulogne lo spagnolo non sarà della partita e l’immaginario collettivo già guarda al rosso di San Candido come al sicuro vincitore dello slam francese.
L’arrivo dell’erba porterà con sé altra pressione. Un titolo prestigioso da replicare e il rientro di Alcaraz potrebbe rimettere tutto in discussione. Insomma due mesi caldi che avrei alleggerito con una, forse due, cancellazioni invece che insistere con una strisciata vincente che nel momento sbagliato potrebbero presentare il conto. Previsioni azzardate? Può darsi ma anche I campioni hanno un limite e ,pur sperando di essere smentito, mi sento di riaffermare, che fossi stato Sinner, almeno il 1000 madrileno l’avrei saltato!

