Tra cori da stadio e qualche stravagante ammonimento del giudice di sedia arrivano le sconfitte di Moutet e Fonseca, due beniamini del pubblico romano

Foto di Ray Giubilo

ROMA – “Corentin Moutet, papparapapa, Corentin Moutet, papparapapa!”. E poi “Juaoo Fonseeeca, Juaooa Fonseeeca”. Sullo stesso campo, nella giornata di ieri, si sono avvicendati in poche ore due beniamini del pubblico del Foro Italico. Il mago francese Corentin Moutet, numero 28 del seeding, e il talento nascente del tennis brasiliano e internazionale, Joao Fonseca (27), battuti entrambi dopo match molto accesi, conclusi tutti e due al tie break del terzo set. Il tifo della Supertennis Arena non è bastato a Moutet, che si è arreso (6-4 3-6 7-6) a Pablo Llamas Ruiz, classe 2002, numero 139 del mondo, sostenuto in tribuna da un nutrito e rumoroso plotone spagnolo. La partita è stata una battaglia di tre ore divertenti, tra prodezze anomale e marchiani errori. In un clima da corrida (che l’arbitro di sedia ha cercato a un certo punto di sedare con un romanissimo “state bboni…”), Moutet ha messo in mostra tutto il suo arsenale di smorzatine, battute da sotto, attacchi in controtempo, smorfie, crampi veri o presunti, ma tutto questo non è bastato facendosi rimontare da 3-1 al terzo set.

Addirittura drammatica per i continui colpi di scena la sfida tra Fonseca e il serbo Medjedovic, che nel terzo set è stato avanti per 4-1 con due break di vantaggio prima di farsi rimontare e quindi dominare il tie break (3-6 6-3 7-6). Gran tifo della colonia brasiliana, tanti sostenitori anche per Hamad, con l’arbitro di sedia che ha dovuto faticare non poco nel concitato finale per cercare di placare il clima ormai incendiario e stoppare le frequenti proteste dei due giocatori. Alla fine una gelida stretta di mano tra i due giocatori con Medjedovic che si è poi rivolto alla torcida brasiliana con il gesto “night night, andate a dormire”, reso celebre dal campione di basket Stephen Curry. Per Fonseca, che ha sprecato tante chance di prendere il largo nel secondo set, una nuova occasione persa.