Un terzo turno arrivato dopo il ritiro di Fils, ma Andrea Pellegrino può comunque sorridere per la sua settimana al Foro

ROMA – Nessuno vuol vincere perché il proprio avversario non è in grado di competere, ma allo stesso tempo la gioia per un primo terzo turno nei tornei dello Slam è impagabile. Questa la paradossale serata vissuta da Andrea Pellegrino, che nell’ultimo match sulla BNP Paribas Arena era avanti 5-0 su Arthur Fils quando il francese ha sventolato bandiera bianca, per un problema alla schiena ancora non meglio specificato. “Mi dispiace per Fils e per il problema che ha avuto – racconta Pellegrino in zona mista – quando ci siamo stretti la mano mi ha detto che riguardava la schiena ma non so di che natura. Non mi aspettavo di fare terzo turno perché venivo da un infortunio e ho giocato pochi tornei, ci è voluta anche un po’ di fortuna”.
Un traguardo, quello del primo terzo turno a livello 1000, che per Pellegrino arriva all’età di 29 anni. Troppo spesso si tende a voler fare a gara a chi arriva per primo nel tennis, ma l’azzurro ha ben chiaro in mente di come una maggiore esperienza nel tour possa aiutare a vivere i successi nella maniera più corretta. “Quando ero più piccolo sentivo più pressione e mi mettevo addosso delle pressioni inutili, a questa età penso di non dover dimostrare più niente a nessuno. Cerco di godermi tutto quello che faccio con grande gioia e tanta motivazione”. E quando gli chiedo se questa settimana può rappresentare per lui un trampolino di lancio, risponde con grande onestà “Ho sempre avuto dentro di me la convinzione di poter competere nei grandi tornei, anche se a volte mi sono sottovalutato rispetto alle mie potenzialità. Aver giocato vinto e partite importanti – come quella contro Felix Auger-Aliassime lo scorso anno, nda – può dare tanta motivazione e fiducia”.
Ora l’ostacolo Frances Tiafoe, una sfida sulla carta non impossibile. “Ogni partita bisogna entrare in con la mentalità di vincere, sicuramente lui è un giocatore che ha ranking e risultati migliori dei miei, ma la pallina sappiamo che è rotonda”. Sullo sfondo un possibile ottavo di finale con Jannik, ma Andrea preferisce volare basso “Pensiamo una partita alla volta“.

