L’ex numero 5 del mondo adora la Città Eterna e non lo ha mai nascosto, ma le condizioni dei campi lo inducono a puntare il dito contro gli organizzatori

Foto Brigitte Grassotti

Andrey Rublev si appresta a fare il suo debutto agli Internazionali BNL d’Italia contro il serbo Miomir Kecmanovic. Il russo ha avuto un inizio di stagione caratterizzato da numerosi alti e bassi, sintomatici di una condizione non ancora ottimale e di una fiducia da ritrovare dopo i problemi delle ultime annate. Il nativo di Mosca sta cercando di avere un atteggiamento più tranquillo e rilassato rispetto al passato, godendosi maggiormente le esperienze in giro per il mondo, ma un giocatore ambizioso come lui non può accontentarsi di un ruolo di secondo piano.

Durante la conferenza stampa che ha preceduto il suo esordio al Foro Italico di Roma, Andrey è stato molto polemico riguardo alle condizioni dei campi: “Ogni anno è sempre la stessa storia e non sembra esserci un modo per risolvere questa situazione. I campi sono pessimi qui e non è più una sorpresa, arriviamo già preparati a questo. Non so se in passato erano migliori e poi sono peggiorati con il tempo, ma per quanto mi riguarda sono sempre stati scadenti.”

L’ex numero 5 del mondo ha voluto sfatare il mito secondo cui i campi di Roma siano i più simili a quelli del Roland Garros: “Non c’è la minima somiglianza. Ho giocato a Parigi tante volte e lì è tutto più scivoloso, non c’è molta terra battuta, soprattutto sui campi laterali. Le cose sono cambiate da quando c’è stata la pandemia, non so bene il perché, ma è come se si giocasse su una superficie sintetica. Negli ultimi 2-3 anni ho riscontrato una quasi totale assenza di terra.”

Dopo l’aspra critica, Rublev ha voluto dare una carezza alla Città Eterna: “Da turista, è una delle migliori città in assoluto dove passeggiare. Si tratta di una città fantastica, in cui si respira storia ad ogni angolo. Tutti dovrebbero venire qui almeno una volta nella loro vita. Io me la sono goduta l’anno scorso, visto che ero stato eliminato molto presto dal torneo. Ci sono tantissime cose da vedere e da fare.”