Il tennista kazako non ha mai avuto paura di esprimere opinioni forti e non si è tirato indietro neanche in questo caso, rendendo il clima ancora più incandescente

Foto di Ray Giubilo

Alexander Bublik ha migliorato il suo rendimento anche sulla terra rossa e la prestazione contro Sebastian Baez al secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia 2026 ne è una prova. La testa di serie numero 9 è decisamente più concentrata sul tennis rispetto al passato e i risultati gli stanno dando ragione, nonostante qualche problema fisico che lo ha rallentato nelle ultime settimane. Il kazako non è stato neanche particolarmente fortunato, avendo dovuto affrontare Carlos Alcaraz al Masters 1000 di Monte Carlo e Stefanos Tsitsipas al Mutua Madrid Open (benché il greco sia in grande crisi).

Dopo l’eccellente esordio di ieri contro Baez, Sasha ha confidato di essere arrivato nella Città Eterna con rinnovata fiducia nei suoi mezzi: “Ho avuto un piccolo infortunio al polso e non mi sentivo benissimo, poi ho perso contro Stefanos a Madrid. Mi sono allenato più del solito per ritrovare una buona condizione e ci tengo a fare bene a Roma, dato che mi piace molto questo torneo. Ho iniziato con il piede giusto, sfoderando una prestazione quasi perfetta contro uno specialista della terra rossa. Ho commesso pochissimi errori non forzati e non gli ho dato alcuna chance.”

Non poteva mancare una riflessione di Alexander circa la possibilità che i giocatori boicottino gli Slam per ottenere una divisione più equa dei guadagni. “Condivido a pieno la posizione dei giocatori, meritiamo più rispetto. Se domani dovessi ricevere un messaggio in cui si dice che salteremo tutti i Major, non avrei problemi ad accodarmi. Non veniamo trattati in modo giusto, benché siamo noi che permettiamo a questo sistema di andare avanti offrendo il nostro spettacolo alla gente. Non c’è giustizia in questo momento” – ha sentenziato Bublik. Il prossimo avversario del giocatore kazako sarà l’americano Learner Tien, che sta ottenendo risultati di spessore grazie all’aiuto di una leggenda come Michael Chang.