Il tedesco cercherà di interrompere la striscia di cinque sconfitte contro l’azzurro; la sua ultima vittoria con Jannik, in cinque set, risale allo US Open 2023

Undicesimo atto tra Jannik Sinner e Alexander Zverev, l’ottavo sul cemento. Il n. 2 e il n. 4 del mondo si sfideranno per un posto in finale a Indian Wells, un titolo che manca ad entrambi nel loro ricco palmares.
Sinner è in vantaggio 6-4 nei precedenti e ha vinto le ultime cinque partite, tutte sul cemento, dalla semifinale di Cincinnati 2024 fino alla più recente, il match di round robin delle Nitto ATP Finals del 2025. Le altre sono state la finale dell’Australian Open 2024, la finale di Vienna 2025 e la semifinale del ‘1000’ parigino, ancora nel 2025. In questi cinque incontri egli ha concesso al tedesco soltanto due set, uno nella semifinale dell’Ohio e l’altro nella finale viennese.
Un bilancio assai pesante per Zverev poiché, nonostante stia esprimendo continuativamente un livello altissimo dalla scorsa stagione, è ancora alla ricerca della chiave giusta per scardinare il meccanismo perfetto del “nuovo” Jannik; infatti, in passato, Sascha è riuscito a sconfiggerlo, sì, quattro volte, ma solamente tra il 2020 e il 2023, anni in cui l’altoatesino non era ancora il fenomeno di oggi. In quel lasso di tempo, il tennista di Amburgo vinse tre incontri sul duro e uno sulla terra. La prima sfida tra i due, invece, sul rosso del Roland Garros 2020, fu conquistata da Sinner.
Detto questo, a 28 anni, il n. 4 del mondo ha siglato un nuovo record personale. Grazie alla vittoria contro Fils, che gli ha permesso l’accesso al penultimo round del ‘1000’ di Indian Wells, Zverev – campione sinora in sette tornei ‘1000’ – avrà disputato la semifinale in tutti i nove tornei della medesima categoria (la 24esima, sino adesso), impresa riuscita prima d’ora soltanto a Federer, Nadal, Djokovic e Murray. Un risultato notevole e l’ennesima dimostrazione di come il tedesco sia ancora uno dei protagonisti indiscussi del circuito. Protagonista, certo, anche se, però, alla fine gli manca ancora qualcosa per riuscire a sconvolgere l’equilibrio del duopolio Sinner-Alcaraz. Con lo spagnolo, in fondo è soltanto 6-7 nei precedenti e, nell’ultimo drammatico scontro, la semifinale dell’Australian Open, è stato ad un soffio dall’eliminare il fenoneno Carlitos. Eppure, nei palcoscenici più prestigiosi e per ragioni diverse, contro i due mostri sacri Sascha esce quasi sempre sconfitto.
E ora, a Indian Wells, ce la farà ad interrompere la striscia negativa con Jannik? Nel corso del torneo, l’ex n. 2 del mondo ha cambiato marcia rispetto alle sue abitudine, imponendo agli avversari un tennis molto più aggressivo. Infatti, ha dominato in due manche dei picchiatori del calibro di Berrettini, Tiafoe e Fils e ha concesso solo un set a Nakashima; un’aggressività che si è trasformata nella bellezza di 102 vincenti complessivi nei quattro incontri. Solo Alcaraz, sinora, ha fatto meglio, facendo partire dalle sue corde 113 winner; l’azzurro, invece, è a quota 95.
Anche Sinner è stato ingiocabile. Solo con João Fonseca ha dovuto faticare un po’ di più, dovendo disputare due tie-break. Per il resto, nei match con Svrcina, Shapovalov e Tien ha concesso in tutto soltanto dieci giochi. Rullo compressore, concentratissimo e impeccabile nella gestione delle condizioni di gioco, Jannik sta mettendo in campo prestazioni sempre più curate dopo essere riuscito a riaggiustare le imperfezioni che lo avevano penalizzato a Doha. Per lui si tratta della terza semifinale a Indian Wells dopo quelle disputate nel 2023 e 2024 e, in caso di successo con Zverev, si tratterebbe della sua prima finale in California. Inoltre, qualora riuscisse a vincere il torneo, sarebbe il terzo tennista a conquistare tutti e sei i Masters 1000 sul cemento, dopo Djokovic e Federer. In finale, il vincitore del match tra Jan e Sascha affronterà per il titolo il tennista vittorioso della sfida tra Alcaraz e Medvedev.

