Le parole di Novak Djokovic in conferenza stampa, arrivate dopo la sconfitta all’esordio per mano di Dino Prizmic

ROMA – «Non voglio parlare dei miei problemi fisici, preferisco fare i complimenti a Prizmic, che ha meritato la vittoria, e ringraziare il pubblico romano, ancora una volta straordinario. Il supporto e l’amore che ho ricevuto non erano scontati». Non era mai successo che Nole Djokovic, il campionissimo dei 24 Slam, dei sei successi romani (l’ultimo nel 2022) lasciasse il Foro Italico alla prima partita, battuto (2-6 6-2 6-4) da quel Prizmic che lo ha eletto fin da bambino come proprio idolo e che ha confermato l’ottimo stato di forma già evidenziato a Madrid. D’altra parte il trentottenne Nole – che malgrado la sconfitta si è fermato a fine partita a regalare qualche autografo ai suoi fan, e chissà se lo rivedremo ancora da queste parti – per i noti problemi alla spalla era appena alla decima partita stagionale, la prima dalla sconfitta a Indian Wells contro Draper del 12 marzo. «Ero venuto qui per giocare qualche partita pensando al Roland Garros – le parole del numero 4 del mondo – purtroppo devo già lasciare il torneo. Sono arrivato senza una preparazione ideale ma negli ultimi due anni non ricordo di essermi mai allenato senza avvertire qualche problema. E’ frustrante ma d’altra parte ho deciso io di continuare a giocare anche in queste condizioni. Il Roland Garros? Non lo so, speriamo di farcela. Sicuramente non giocherò altri tornei prima di Parigi». Il primo set aveva illuso i tifosi del serbo, fin troppo arrendevole e dolorante nel secondo, tanto da apparire al limite del ritiro. Il terzo set è stato il più equilibrato, deciso da un break al quinto gioco. «Onestamente non credo di aver giocato tanto male. il secondo set è da dimenticare, naturalmente, per come mi sentivo, ma il primo e il terzo sono stati ok, ed ho lottato fino alla fine. Avrei voluto giocare di più quest’anno ma non è stato possibile, naturalmente non è questo il livello di gioco che mi servirebbe, continuerò a lavorare finché il corpo me lo consentirà». Chiusura su Prizmic, classe 2005: «E’ un grande lottatore, lo conosco da tempo, già due anni fa, agli Open d’Australia (Djokovic vinse in quattro set, ndc) mi ero accorto delle sue potenzialità».

