Le parole dell’azzurro dopo la clamorosa rimonta contro Alexander Zverev, che valgono l’accesso ai quarti di finale degli Internazionali

ROMA – «Quattro match point annullati? Siete Sicuri? Nel tie break ero troppo concentrato, me ne ricordavo un paio, non di più…». Luciano Darderi, 24 anni, numero 20 del mondo (ma è già sicuro almeno del 17° posto nel ranking, suo nuovo record) ha firmato l’impresa del giorno, ribaltando Zverev che sul 6-1 5-3 sembrava in pieno controllo. E lo ha fatto a modo suo, lottando come sa fare, correndo su ogni palla, godendo del tifo appassionato (anche troppo) della BNP Arena, cancellando le certezze del numero 3 del mondo, travolto con un pesantissimo 6-0 finale. «E’ la vittoria più importante della mia carriera – ha detto l’italo-argentino – a Roma, contro il numero 3 del mondo (non aveva mai battuto un Top 5, ndc), conquistando per la prima volta i quarti di un Masters 1000. Volevo dimostrare di poter competere con i giocatori più forti, ho lottato su ogni punto, sono fiero di me. Roma è il torneo dei miei sogni, questa è stata una motivazione in più». Una nuova rimonta, dopo quella meno drammatica di due giorni fa contro Tommy Paul, sorpassato dopo essere stato in vantaggio “solo” per 6-3 3-1. Come vogliamo definire l’impresa contro Zverev? «E’ stata la vittoria della lotta. La chiave? Sul 5-4 del secondo set lui è andato a servire con le palle nuove, fino a quel momento non mi aveva concesso chance e invece in quella occasione mi ha dato una grossa mano con due doppi falli. Ho sentito di essere rientrato in gara, ho cominciato ad attaccare di più e a fare più palle corte e lui è andato in difficoltà».
Eppure il pomeriggio non era cominciato bene, con un secco 6-1 incassato in pochi minuti. «Mi girava la testa per il caldo, non riuscivo a respirare, tremavo tutto. Colpa anche della pressione, sentivo molto questa partita». Domani tornerà in campo, nel programma serale, contro l’arrembante Jodar, primo teenager a raggiungere nello stesso anno due quarti di finale nei Masters 1000 (ci è già riuscito a Madrid) dai tempi di Djokovic (2007). «Rafa ha ottenuto grandi risultati negli ultimi tempi, io devo pensare a recuperare e andare a dormire presto. Domani studieremo la tattica giusta per affrontarlo, sarà un’altra battaglia, cercherò di farmi trovare pronto ma so che il pubblico del Centrale mi darà una mano. Il sogno di vincere a Roma è ancora vivo». I buoni risultati stagionali e l’arrampicata nel ranking potranno spingere prima o poi Darderi a vestire l’azzurro? «La Coppa Davis è un sogno che non ho ancora realizzato perché abbiamo troppi giocatori forti – le parole del ragazzo di Villa Gesell, periferia di Buenos Aires, sbarcato in Italia una decina di anni fa, doppio passaporto grazie al nonno volato in Argentina da Fano – per l’Italia è un momento fantastico».

