Il tennista romano ha parlato a margine della vittoria in quattro set contro Duckworth, che lo proietta alla sfida con Khachanov

LONDRA – Un’altra vittoria di pura tigna, altri quattro set combattuti fino all’ultimo punto. Per Flavio Cobolli il tennis è lotta continua, dentro e fuori dal campo. «Combatto ogni giorno con me stesso – conferma il numero 10 del mondo – e con le mie tensioni. Quando sono nervoso non riesco a stare fermo e zitto, devo attaccare qualcuno. Di solito è mio padre il bersaglio, oggi me la sono presa con l’occhio di falco… Ma è tutta benzina per il mio tennis, è roba che mi fa giocare meglio. Contro Navone e Duckworth erano due partite non scontate, molto dure, e sono stato bravo a vincerle». Quattro tie break conquistati (su quattro) in due partite, c’è un motivo? «Se c’è una cosa di cui penso di potermi vantare è che gioco meglio i punti davvero importanti. Quando la lotta si fa dura, do il meglio del mio tennis. Non è una cosa che si può allenare, è puro istinto, e ne vado fiero». Sabato lo aspetta in terzo turno Karen Khachanov, numero 22 del mondo, che ha battuto in tre set il tedesco Hanfmann. Un solo precedente, vinto dal russo due anni fa sulla terra battuta di Madrid. «Khachanov è un atleta alto, grosso, che tira molto forte. Sarà dura, naturalmente, ma io mi sento bene, non ho paura. Con Karen ci siamo incrociati oggi, dopo le nostre partite. Abbiamo parlato un po’ poi ci siamo mandati a quel paese…».

