Protagonista di uno dei match della giornata, Llamas Ruiz ha conquistato per la prima volta il terzo turno in un Masters 1000

Foto di Ray Giubilo

ROMA – Se i Masters 1000 a 96 giocatori sono spesso criticati, da giocatori così come dagli appassionati, il format è in grado di regalare storie che altrimenti non avrebbero modo di esistere. E il protagonista della storia di oggi è un giocatore spagnolo sconosciuto ai più, dal nome di Pablo Llamais Ruiz, che su una SuperTennis Arena letteralmente infuocata ha superato Corentin Moutet con il punteggio di 6-4, 3-6, 7-6 dopo tre ore di grande lotta. Se si volessero provare a tratteggiare i tratti caratteristici di questo giocatore, il primo è che così come Valentin Vacherot a Shanghai è entrato nel tabellone di qualificazione come Alternate. Un’occasione più unica che rara, e che ora lo spagnolo vuole provare a sfruttare fino in fondo per regalarsi un torneo da sogno.

Il secondo tratto caratteristico è che per arrivare al terzo turno – il primo in assoluto a livello di Masters 1000 – è che tutte le vittorie sono arrivate al terzo set. Prima i successi nelle ‘quali’ contro i portoghesi Rocha e Faria, poi il successo al primo turno contro l’americano Quinn. Di tutte le vittorie però quella odierna contro Moutet ha un sapore speciale: la SuperTennis Arena ha regalato un autentico spettacolo, con un piccolo gruppo di spagnoli a sostenere il loro beniamino, contrapposti a la maggior parte del ‘tifo’ che ha provato fino all’ultimo a spingere il francese alla vittoria.

Sul piano del tennis, Llamas Ruiz non ha un gioco particolarmente offensivo, e la pesantezza di palla non è sicuramente il suo tratto caratteristico. Tuttavia compensa queste piccole mancanze con una buona capacità di coprire il campo e una mano piuttosto educata, con diverse soluzioni sotto rete che hanno colto di sorpresa Moutet e lo hanno aiutato a superare anche un piccolo calo fisico tra fine secondo e inizio terzo set. Attualmente si trova alla posizione numero 122 del ranking ATP, e al prossimo turno avrà un cliente scomodo come Daniil Medvedev. Difficile dire se Llamas Ruiz potrà ricalcare le orme di Vacherot, ma partite come quella di oggi sono la vera essenza del tennis: un campo ‘secondario’, un giocatore sconosciuto, e la bellezza di una partita che ti tiene incollato alla sedia per oltre tre ore.