L’ufficio meteorologico avverte che l’ondata di calda durerà almeno fino a giovedì, poi arriverà una relativa tregua

Parigi, è un caldo porno (sì, la consonante è giusta). Un forno di giorno, 31° e 60 per cento di umidità anche alle sette di sera. Il pubblico in fila per i campi laterali boccheggia, dopo il Suzanne Lenglen sono in funzione i getti di aria fredda vaporizzata in cui si perde, per un attimo sollevati, in una nebbiolina che sa di girone infernale. Il sabbione infuocato: ecco, quello del canto XIV. Più prosaicamente, Michelsen, durante un cambio campo del suo match dirige il getto della canna verso gli spettatori, che respirano, penitenti ma rinfrescati.
E i giocatori? tendono – ebbene sì – al masochismo. «E’ un caldo estremo, quindi bisogna gestirlo fisicamente e mentalmente, ma amo giocare in queste condizioni, perché si adatta al mio stile. Anzi, direi che a volte mi aiuta, Un altro figlio del sole è Matteo Berrettini, che sfodera una abbronzatura da far invidia a Carlo Conti, e inquadra così il problema: «Fa talmente cado che soffri di più a stare fermo che a giocare». Poi però, come nel match fra Casper Ruud nel match con Safiullin, capita che il norvegese si trovi a boccheggiare al cambio campo, stremato e prontamente soccorso dal fisioterapista.
L’Equipe racconta che due sensori sono stati installati sul Philippe Chatrier e sul campo numero 14. Sono loro a trasmettere i dati rilevati che prevedono due soglie combinando temperatura, umidità e irradiamento solare: la prima, quando si arriva a 30,1 (che corrisponde a 35° e 60 per cento di umidità), fa scattare dieci minuti di stop alla fine del secondo set (per le donne) e del terzo (per gli uomini). La seconda, a 32,2 (36° e 66 per cento di umidità) si interrompe senza limiti di tempo, fino a quando la fornace non si placa. Il tutto solleva qualche preoccupazione per il match di esordio di martedì di Jannik Sinner. Il caldo non è amico della Volpe, e lo si è visto anche agli ultimi Australian Open nel match contro Spizzirri. L’ufficio meteorologico avverte che l’ondata di calda durerà almeno fino a giovedì, poi arriverà una relativa tregua. Insomma, resistere, resistere, resistere. Ancora tre giorni e potremo rivedere le stelle anche senza munirsi di ventilatore.

