In un’intervista concessa a ‘La Gazzetta dello Sport’, Darren Cahill ha parlato del suo rapporto con Sinner, svelando anche alcuni retroscena del suo carattere

Foto di Ray Giubilo

Jannik Sinner ha iniziato in maniera più che convincente il suo cammino agli Internazionali d’Italia, superando Ofner all’esordio in due set privi di sbavature. Una prestazione che rasenta la perfezione – complice anche un avversario che non aveva armi per metterlo in difficoltà – che ancora una volta ha restituito una versione fredda e ‘robotica’ dell’altoatesino. Un aspetto che però non sembra appartenere al 100% a Jannik, e che resta circoscritta al campo da gioco. A raccontarlo è Darren Cahill – coach del numero uno al mondo insieme a Simone Vagnozzi – intervistato da Federica Cocchi per ‘La Gazzetta dello Sport’.

Nel corso dell’intervista, il coach australiano ha trattato diversi temi, dal lavoro svolto in sinergia con Vagnozzi al suo rapporto con l’altoatesino. Un passaggio interessante è proprio quello che riguarda l’uomo Jannik più che il giocatore Sinner, con Cahill che ha smentito quanti credono che sia una specie di robot. “Per niente. C’è una parte di lui che ama il pericolo e che non si vede molto in campo, perché quando è in partita ha questo computer interno che lavora continuamente e c’è una certa sicurezza nel modo in cui gioca. Nella vita invece non è proprio così. Ama le corse automobilistiche, la velocità. Ama l’adrenalina. Ma queste due anime si uniscono in un solo giocatore, incredibilmente professionale”.

Cahill ha poi raccontato anche di come, fuori dal campo, Sinner sia estremamente curioso di apprendere dalle persone che lo circondano, per imparare da chi ha vissuto esperienze diverse dalle sue. “Quando si trova in un gruppo di persone, tutti vogliono sapere qualcosa da lui, ma alla fine trova il modo di ribaltare la situazione e tempestarli di domande, che si tratti di sport o di vita, di come gestire la pressione, delle fidanzate o di qualsiasi altra cosa“. Il coach australiano, infine, non ha sciolto le riserve sul suo futuro, pur confermando che Sinner sarà al 100% l’ultimo giocatore che allenerà nella sua carriera.