Il fuoriclasse azzurro si appresta a giocare il Masters 1000 di Monte Carlo sia in singolo che in doppio, ma il suo vero obiettivo è arrivata al top a Parigi

A meno di sorprese dell’ultima ora, Jannik Sinner è destinato a giocare il Masters 1000 di Monte Carlo sia in singolo che in doppio (insieme al belga Zizou Bergs). Il numero 2 del mondo è reduce dai trionfi a Indian Wells e Miami e ha iniziato ad allenarsi sulla terra rossa soltanto ieri, ma sembra intenzionato a partecipare al terzo Masters 1000 della stagione (che aveva dovuto saltare l’anno scorso a causa della nota sospensione inflittagli dalla WADA). La cerimonia del sorteggio è prevista per oggi pomeriggio e sarà molto interessante scoprire l’ipotetico cammino di Jannik, che vuole dimostrare di poter fare la differenza anche sul mattone tritato.
Non è un segreto che il 24enne italiano abbia apportato alcune modifiche al suo gioco durante la pre-season anche con l’obiettivo di migliorare il suo livello sulla terra, che non gli ha ancora regalato né uno Slam né un Masters 1000 fino a questo punto della sua carriera. L’ex numero 1 del mondo ha comunque raggiunto la finale agli Internazionali BNL d’Italia e al Roland Garros nella passata stagione, ma ha avvertito la sensazione che gli mancasse qualcosa per poter contrastare Carlos Alcaraz anche sui campi lenti.
Nel corso di una lunga intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport‘, Paolo Bertolucci ha analizzato la scelta di Sinner di tornare in azione già a Monte Carlo: “Jannik è in grande fiducia dopo le vittorie a Indian Wells e Miami, anche se magari avverte un po’ di stanchezza. Non era affatto scontato che decidesse di giocare nel Principato, avendo a disposizione pochi giorni per trovare il giusto timing e provare i movimenti. Sono tutti aspetti che fanno la differenza sulla terra. Monte Carlo gli servirà anche per oliare i vari meccanismi, sapendo che il vero obiettivo è il Roland Garros.”
Il quattro volte vincitore Slam potrebbe scalzare Alcaraz dal trono al termine del Masters 1000 di Monte Carlo. “Il numero 1 è soltanto una conseguenza dei risultati, non la reputo una cosa così importante” – ha spiegato Bertolucci. “Ciò che fa davvero la differenza è concludere l’anno in vetta al ranking ATP, perché ci sono anche dei bonus legati agli sponsor. Nessuno può essere al top per tutta la stagione e reputo immotivata tutta questa frenesia sulla classifica.”

