Il veterano azzurro ha affrontato e superato tante difficoltà nel corso della sua carriera, ma non si è mai arreso e vuole togliersi grandi soddisfazioni in futuro

Matteo Berrettini sta attraversando una fase particolare della sua carriera, in cui l’essere felice in campo conta più dei risultati. L’ex numero 6 del mondo ha dovuto gestire innumerevoli difficoltà nelle ultime stagioni, legate prevalentemente agli infortuni, che gli hanno spesso impedito di esprimersi al meglio nei tornei che più gli interessavano. Nonostante la frustrazione, il tennista romano non si è mai arreso dimostrando una forza mentale incredibile. Le sue prestazioni nei primi mesi del 2026 sono state altalenanti, ma i segnali recenti inducono all’ottimismo e la condizione fisica è parsa in netto miglioramento.
L’ex finalista di Wimbledon disputerà il Mutua Madrid Open, quarto Masters 1000 della stagione, con l’obiettivo di acquisire ulteriore fiducia. L’azzurro ha sempre avuto un ottimo feeling con la Caja Magica, dove ha raggiunto la finale nell’edizione 2021, e l’altitudine potrebbe esaltare il suo gioco anche quest’anno. Le numerose assenze fra i top player rappresentano un ulteriore incentivo per Matteo, che farà il suo debutto nella capitale spagnola contro il belga Raphael Collignon. Si tratta di un avversario da prendere con le molle, che ha avuto un’ascesa importante negli ultimi mesi e scenderà in campo senza troppa pressione.
Ai microfoni di ‘Sky Sport Italia‘, Berrettini ha scelto i momenti più alti della sua carriera professionistica: “Non c’è dubbio che la finale a Wimbledon nel 2021 abbia rappresentato l’apice. Ci metto anche i titolo a Stoccarda e al Queen’s l’anno successivo, oltre alle due semifinali Slam perse contro Rafa Nadal. La Coppa Davis è una competizione che ho sempre sognato di vincere ed è stato bellissimo poter condividere quei momenti con i miei compagni. Infine, mi piace citare tutti i miei ritorni dagli infortuni. Ho sempre avuto la forza di tornare nonostante le difficoltà, la frustrazione e i dubbi. Ho dimostrato a me stesso che sono tosto e non mi arrendo.”

