La leggenda serba è ancora ai box per infortunio e la sua attenzione è già rivolta verso il Roland Garros, mentre la sua presenza al Foro Italico sembra improbabile

Novak Djokovic è stato uno dei conduttori della cerimonia dei ‘Laureus Awards‘, tenutasi ieri sera a Madrid. La leggenda serba è ai box per infortunio in questo momento e non è chiaro quando tornerà in azione, dopo aver deciso di saltare i Masters 1000 di Monte Carlo e Madrid. L’ex numero 1 del mondo – che aveva rinunciato anche al Miami Open – ha disputato due soli tornei fino a questo punto della stagione, gli Australian Open (dove ha raggiunto la finale) e il Masters 1000 di Indian Wells.
Non è un segreto che il principale obiettivo di Nole a quasi 39 anni sia quello di esprimere il suo miglior tennis nei tornei del Grande Slam. Il suo nome compare regolarmente nell’entry list del Roland Garros, che è stata pubblicata qualche giorno fa, ma permangono dubbi riguardo al suo stato fisico. Il direttore del Mutua Madrid Open Feliciano Lopez aveva garantito che Novak sarebbe stato presente nella capitale spagnola quest’anno, invece il 24 volte vincitore Slam si è dovuto tirare indietro a causa di un problema fisico. A questo punto, è lecito domandarsi se vedremo Djokovic in campo agli Internazionali BNL d’Italia.
Intercettato dai media a margine dei ‘Laureus Awards’, il 38enne di Belgrado è rimasto sul vago ma ha fatto capire che la sua attenzione è già rivolta verso Parigi. “Pur non potendo giocare a Madrid, sono venuto qui per partecipare a questo evento molto prestigioso. Sono sempre felicissimo di poter interagire con i campioni di altre discipline e ho un ruolo diverso quest’anno, il che rende l’esperienza ancora più piacevole. Sono infortunato in questo momento e spero di poter giocare il Roland Garros.” Leggendo tra le righe, Nole potrebbe saltare il Masters 1000 di Roma anche nel 2026. Ricordiamo che il serbo era stato assente al Foro Italico nella passata edizione, preferendo disputare l’ATP 250 di Ginevra, dove aveva conquistato il 100° titolo della sua irripetibile carriera.

