L’argentino trionfa per la seconda volta a Milano: 6-7, 7-6, 7-6 sull’azzurro che manca per un soffio uno storico tris di vittorie

Foto di Francesco Peluso

3 ore e 23 minuti a correre, lottare, colpire. E ancora correre, lottare, colpire. Senza sosta, sotto un sole cocente, con solo qualche illusoria folata di vento a mitigare il caldo torrido abbattutosi anche su Milano. Non c’è pietà, perdono o redenzione. È solo tennis, crudele come la vita, beffardo come il peggior fato. È solo tennis, niente di più. I calzini sporchi di terra rossa, le suole consumate, le magliette appiccicate al petto, le bandane e i polsini zuppi di sudore. Hanno finito così, Facundo Diaz Acosta e Marco Cecchinato, stremati dalla finale dell’Aspria Tennis Cup 2026-Trofeo BCS, la più lunga in 20 anni di storia.

Non c’era modo migliore per celebrare il compleanno dell’Atp Challenger di Milano: la ventesima edizione è da record e la finale di oggi resterà nella leggenda di questo torneo. Alla fine, l’ha spuntata Diaz Acosta: 6-7, 7-6, 7-6 su un eroico e commovente Cecchinato, arrivato vicinissimo a uno storico tris di vittorie sulla terra rossa dell’Aspria Harbour Club, dopo aver trionfato nel 2016 e 2025.

Gli eroi del poema tennistico milanese scendono in campo baciati da un sole già caldissimo, alle 11 del mattino. Subito, si capisce che non sarà una partita come le altre. Nessun break fino al tie break, ogni punto lottato, scambi intensi. Poi Cecchinato è più lucido nel momento clou e porta a casa il tie break addirittura per 7 punti a 0

Diaz Acosta non arretra di un millimetro, resta lì, nessuno perde il servizio e anche il secondo parziale finisce al tie break: questa volta è l’argentino a prevalere, 7 punti a 5. Si va al terzo. L’afa è insopportabile, opprimente, manca il respiro persino a chi sta in tribuna. Ma i due eroi non sentono fatica o dolore, sentono solo la voglia di vincere. Cecchinato va avanti di un break, si porta 3-1, sembra fatta ma è solo un’illusione. Batte forte il cuore albiceleste di Diaz Acosta: prima recupera il break, poi si salva da due situazioni in cui l’azzurro arriva appena a due punti dal match. 

Ed è di nuovo tie break, per la terza volta. Sul 5-5 nel tie break, accade l’impensabile: Cecchinato commette un doppio fallo perdendo la presa della racchetta e steccando la seconda di servizio. Il punto dopo è quello decisivo per il trionfo dell’argentino. Può partire la festa albiceleste con l’allenatore Federico Delbonis, altro ex campione di Milano. Per Diaz Acosta, è il secondo trionfo all’Aspria Tennis Cup 2026-Trofeo BCS dopo il 2023.