Il fuoriclasse azzurro ha rimesso la chiesa al centro del villaggio trionfando a Wimbledon per il secondo anno consecutivo

Foto di Ray Giubilo

Jannik Sinner ha rimesso la chiesa al centro del villaggio grazie al trionfo a Wimbledon, il secondo consecutivo. Il numero 1 del mondo – reduce dalla tremenda delusione parigina – ha iniziato il torneo in maniera abbastanza cauta facendo sorgere dei timori, ma il suo livello si è alzato con il passare dei turni e non è un caso che le sue prestazioni migliori sino arrivate proprio nel weekend conclusivo. Il fuoriclasse azzurro ha demolito Novak Djokovic in semifinale e ha resistito ad un grande Alexander Zverev nell’ultimo atto, facendo un ulteriore passo nella storia di questo sport.

Per il 24enne altoatesino si tratta di un’altra gemma all’interno di una stagione eccezionale, in cui è stato capace di aggiudicarsi anche cinque Masters 1000 (di fila peraltro). Jannik continua ad avere una continuità degna delle leggende di questo sport e il suo vantaggio in classifica sugli immediati inseguitori è enorme, tanto da avergli già assicurato un posto certo alle Nitto ATP Finals di Torino. Il cinque volte vincitore Slam staccherà un po’ dal tennis nei prossimi giorni e poi deciderà la sua programmazione pre-US Open, con l’incognita rappresentata dal Masters 1000 di Montreal.

Ai microfoni della BBC dopo il successo di Sinner ai Championships, l’ex stella della WTA Marion Bartoli ha effettuato un parallelismo tra l’azzurro e Nole Djokovic: “Non ho più dubbi sul fatto che Jannik rappresenti la nuova versione di Djokovic e che sia destinato a fare la voce grossa per i prossimi 10-15 anni. Il modo in cui è riuscito a superare la tempesta quando c’era da soffrire e la sua capacità di fare sempre la cosa giusta al momento giusto lo rende simile a Novak.” Vista l’incertezza legata alle condizioni di Carlos Alcaraz, l’italiano sarà certamente l’uomo da battere anche ai prossimi US Open.