Il giocatore ceco dopo l’incredibile successo con Navone: “Ho lottato fino in fondo. Arbitro? Preferisco non parlarne”

Foto di Ray Giubilo

Il match più incredibile della giornata di ieri al Roland Garros è stato sicuramente quello tra Jakub Mensik e Mariano Navone. Oltre quattro ore e mezza di battaglia con la vittoria del ceco al supertiebreak del quinto set nonostante la tanta stanchezza e i crampi degli ultimi punti. In conferenza stampa il n.27 del mondo ha descritto quella che è stata l’esperienza quasi paranormale dal quarto set in avanti: “È stata un’altra esperienza infernale. Penso che tutti abbiano visto il finale, soprattutto nel quinto set. Nei primi tre set mi sentivo abbastanza bene. Ero preparato per la partita e per le condizioni. Ma all’inizio del quarto set ho iniziato ad avere problemi ad assumere elettroliti e a idratarmi correttamente. Praticamente ho smesso di bere, e questo ha causato tutti i problemi successivi”.

C’era un caldo folle, giocare sotto il sole per quattro ore e mezza è quasi folle. Il tempo non è sufficiente per recuperare durante le pause: anche al cambio campo non c’è tempo per raffreddarti. I crampi mi sono presi davvero solo negli ultimi punti. Quando ho colpito il dritto vincente finale, tutte le emozioni sono esplose e il mio corpo semplicemente si è spento. In quel momento non riuscivo più a muovermi. Se il match fosse continuato, sarebbe stato difficile recuperare. Mentalmente sono stato sempre bravo a rimanere lì e a combattere fino alla fine fino all’ultima stilla di energia“.

Sull’arbitro che lo ha penalizzato con uno warning per time violation costringendolo a giocare la seconda: “Per quanto riguarda l’arbitro, quello che è successo preferisco tenerlo per me. Rispetto le regole, ma alcune sue decisioni e alcuni suoi comportamenti non li ho rispettati. Come mi sento ora? Ho fatto subito il bagno di ghiaccio, dovrò assumere liquidi per recuperare, ma sto già abbastanza bene”.