La tennista ucraina ha parlato dei colleghi russi che direttamente e indirettamente sostengono il regime del Cremlino. E sulla bandiera russa: “E’ come la svastica”

Non accenna a placarsi il conflitto tra Russia e Ucraina e gli atleti e le atlete ucraine non restano indifferenti. Tra queste c’è Oleksandra Oliynykova che, dopo il successo al primo turno contro la russa Pridankina, ha ribadito con forza la sua idea sulla questione: “Quando gioco non mi influenza contro chi, sono professionale, a volte vinco e a volte perdo e fa parte dello sport. Ma penso che dobbiamo capire che trasformare tutto questo in uno spettacolo non sia giusto. Potrei mostrarvi cosa i russi hanno fatto ai campi da tennis in Ucraina e cosa sta succedendo realmente. Molti atleti ucraini sono andati in guerra per difendere l’Ucraina e sono morti. Altri sono stati uccisi come civili nelle proprie case“.
Sui giocatori russi: “Il problema è che questi giocatori fanno parte della propaganda. Restano in silenzio e, facendo così, sostengono il regime. Molti partecipano attivamente alla propaganda tramite i social media e partecipando a eventi sponsorizzati da Gazprom. Alcuni sostengono apertamente Putin. Non si parla abbastanza di questo. “Il silenzio nel tour per me è molto pesante da sopportare. Fuori dal campo è qualcosa di cui dobbiamo discutere più seriamente. Le organizzazioni sportive devono fare qualcosa, perché questi giocatori ricevono attenzioni, pubblicità, denaro. Nel frattempo in Ucraina la gente muore, i campi da tennis vengono distrutti e le strutture sportive vengono devastate. Dobbiamo smettere di fingere che non stia succedendo nulla. I giocatori russi contribuiscono a una propaganda aggressiva anche verso gli altri Paesi europei“.
Netta la posizione sulla bandiera russa: Quella bandiera è un simbolo di terrore. È il simbolo che i soldati russi usano dopo aver distrutto completamente delle città — città in cui entrano con l’intenzione di distruggere, uccidere, stuprare e rubare. Per gli ucraini questi simboli sono estremamente traumatizzanti. Per me usare quella bandiera non è diverso dall’usare una svastica. Non vedo alcuna differenza.”

