Cobolli paga a caro prezzo un primo set disastroso e si ferma nei quarti di finale a Madrid, al cospetto di un Alexander Zverev in grande spolvero

Foto di Ray Giubilo

Un Alexander Zverev ai limiti della perfezione si prende la sua personale rivincita contro Flavio Cobolli e conquista l’accesso alla semifinale del Masters 1000 di Madrid. Il numero tre del mondo si è imposto con il punteggio di 6-1, 6-4 maturato in appena un’ora e mezza di gioco, nella giornata di domani troverà dall’altra parte della rete un sorprendente Alexander Blockx. Cobolli ha provato nel secondo parziale a rimettere in piedi una partita che non è mai davvero decollata, complice una palla che non viaggiava come nei giorni scorsi e le difficoltà di crearsi delle occasioni concrete in risposta. Il tennista romano saluta comunque Madrid con il nuovo best ranking alla posizione numero 12 del ranking, e con la possibilità ora di vivere gli Internazionali d’Italia da assoluto protagonista. Per Zverev si tratta invece della sesta semifinale del 2026 su sette tornei disputati, confermando un ottimo stato di forma nelle ultime settimane.

Era oggettivamente complicato immaginare un inizio di partita più difficile di questo per Cobolli, che rispetto al match giocato due settimane fa a Monaco si trova a vivere una situazione completamente differente. Come era forse prevedibile alla vigilia, è il servizio la chiave di volta utile per decifrare il primo set e il suo andamento. Sono infatti 8 gli ace messi a referto da Zverev in appena tre turni di battuta, che fanno da contraltare ai 4 doppi falli commessi da Cobolli. Per sfortuna dell’azzurro, i quattro doppi falli sono stati commessi nei primi due turni di battuta, dove sono arrivati altrettanti break in favore di Zverev, che si è trovato a condurre sul 5-0 dopo neanche 20 minuti di gioco. Cobolli ha comunque il merito di ‘sbloccarsi’ al servizio e tenere il proprio turno di battuta in occasione del sesto gioco, ben supportato dal proprio angolo che lo ha ripetutamente invitato ad entrare nel match anche sul piano nervoso.

I meriti del tedesco non sono però soltanto al servizio, ma riesce a produrre un numero importante di vincenti – 12 nel primo set – e a scendere con continuità nei pressi della rete, togliendo spazio e tempo a Cobolli. I primi segnali di ripresa per il tennista romano arrivano nel terzo gioco, quando per la prima volta all’interno del match non soltanto tiene il proprio turno di battuta ma lo fa senza essere costretto ai vantaggi. L’azzurro è abile nel salvare altre tre palle break nel quinto gioco – anche grazie a due errori di Zverev – e salire così sul 3-2 dopo essere stato sotto 0-40, con la possibilità di restare avanti nel punteggio e provare a crearsi un’occasione in risposta. L’episodio che spezza l’equilibrio nel secondo set arriva nell’ottavo gioco: Cobolli si trova sul 30-30 al servizio, gioca un dritto inside out che termina di poco in corridoio, e sulla palla break arriva un altro errore di dritto che spedisce Zverev a servire per il match sul 5-4. Per la prima volta in tutto il match il tedesco appare meno granitico nei propri turni di battuta e concede le prime due palle break a Cobolli. Se sulla prima inizia un lungo scambio sul quale il romano può rammaricarsi, sulla seconda arriva una prima vincente che consente a Zverev di salire sul 40-40 e chiudere poi al primo match point utile.