Il coach del n.1 del mondo ha parlato in conferenza dopo Montecarlo: “Fantastico come riesce a fare scelte diverse tra un avversario e l’altro”

Jannik Sinner ha realizzato un’altra impresa della sua straordinaria carriera: arriva un titolo pesante a Montecarlo, il primo grande torneo vinto sulla terra che gli consente di sorpassare di nuovo nel ranking Alcaraz e di riprendersi la prima posizione mondiale.
In conferenza stampa ha parlato il suo allenatore Simone Vagnozzi sul match e sul momento di Jannik: “Non abbiamo mai pensato di non giocare Montecarlo, è una decisione presa già a inizio anno, Jannik ci teneva a giocare questo torneo davanti al pubblico italiano e quindi non abbiamo mai tentennato. Il break che ha fatto tra Doha e Indian Wells è stato fondamentale e a inizio settimana il serbatoio era pieno e si è mosso sempre meglio in campo partita dopo partita. La cosa che colpisce di più. La cosa che mi rende più orgoglioso è la capacità di leggere le partite: con ogni avversario fa cose diverse, fa scelte diverse, si sa adattare bene a ogni situazione. C’è il momento dove fare la palla corta, cambia la posizione in risposta, a volte fa il serve and volley: questo era l’obiettivo che mi ero posto quando abbiamo iniziato a collaborare insieme“.
Sull’adattamento da cemento a terra battuta: “Un campione come Jannik quando arriva a un torneo ha sempre il pensiero di arrivare fino in fondo. Non era chiaramente scontato adattarsi così velocemente e giocare subito bene, ma già nel 2023 aveva fatto finale a Miami e poi la semifinale con Rune persa in condizioni strane. Poi nel 2024 ha vinto a Miami e poi ha perso la semifinale con Tsitsipas per una chiamata un po’ sfortunata. La cosa più importante è il livello che sta raggiungendo sulla terra, i tre mesi di stop l’anno scorso ci hanno aiutato, sembra che giochi quasi meglio sulla terra che sul cemento: dalla parte del dritto ha più tempo e fa più male. Sulla programmazione ancora dobbiamo ancora decidere cosa fare e se andare a Madrid”.
Sui problemi avuti al servizio oggi: “Sulla percentuale di prime dobbiamo lavorare nelle prossime settimane, quando c’è un avversario che risponde lontano ti spinge a forzare di più il servizio e ad andare fuori ritmo. Jannik spesso serve bene nei punti importanti e fortunatamente oggi nel tiebreak lo ha fatto. Il vento ha reso più difficile questo aspetto, tutti e due hanno fatto fatica a trovare la prima e tutti e due sanno che sulla seconda vengono messi sotto pressione. Ci saranno altri match fra di loro sulla terra, oggi il campo era pesante e non era facile fare la differenza. In condizioni così lente cambiare sul lungolinea è pericoloso perché fai fatica ad incidere e quindi sono rimasti sulla diagonale: su quella del rovescio ha avuto ragione“.
Sulle grandi qualità che ha Sinner: “La sua più grande qualità a livello tennistico è mettere il 100% ogni giorno in ogni momento, in ogni allenamento e in ogni match. Nonostante ciò che ha fatto tutto quello che ha fatto in questi anni non è cambiato di una virgola come persona dal punto di vista umano e questo è un aspetto importante”.
Sull’alimentazione e il calo nella partita con Machac: “Non c’è stato nessun cambiamento di dieta, abbiamo dei professionisti che si occupano della nutrizione e sono bravissimi. Nell’arco di un anno ci sono 80 partite e ci sono sempre giornate in cui ci si sente meglio e giornate in cui ci si sente peggio. Avere questo livello per così tanti giorni nell’anno significa che viene fatto un ottimo lavoro: poi bisogna sempre vedere le cose sul lungo periodo. Non credo bisogna cambiare granché perché qualche alto e basso da un giorno all’altro è normale che ci sia”.

