Nell’intervista post-match, l’azzurro ammette la mancanza di ritmo: “Non ho disputato tante partite dall’inizio dell’anno e questo ha certamente influito sulla prestazione di oggi”

Foto di Brigitte Grassotti

Lorenzo Musetti saluta Montecarlo a testa bassa. Il campo che l’anno scorso gli regalò i sorrisi più belli per la splendida finale ‘1000’ – nonostante, poi, l’infortunio e la conseguente vittoria di Carlos Alcaraz – oggi invece gli riserva smorfie amare e forse parecchie recriminazioni. Il carrarino cede ad uno scatenato Vacherot 7-6(6) 7-5 per la gioia del pubblico monegasco. Dopo, alla stampa italiana, ha ammesso di non essere riuscito “a “sporcare” la palla e a farla saltare come avrei voluto, cosa che mi contraddistingue un po’ sulla terra ma, complessivamente, non sono riuscito a prendere l’iniziativa e a comandare lo scambio come amo fare di solito. Lui è stato bravo ad approfittare di queste mie mancanze e a giocare un ottimo match”.  

Ma ora cosa manca a Musetti? “Sicuramente mi mancano partite, mi mancano delle sicurezze che avevo trovato all’inizio dell’anno e questa è stata una batosta che mi ritorna in testa spesso; ma, come in tutte le cose, ci sono delle fasi un po’ di stallo e ora mi trovo un po’ in questa situazione. Per fortuna ho la possibilità di giocare tutte le settimane e, infatti, ora andrò a Barcellona anche se non era in programma; spero di poter acquisire maggiore ritmo in modo da arrivare a Parigi con maggiori sicurezze”.  

La difesa della finale dell’anno scorso ha condizionato la prestazione di quest’anno? “No, la prestazione di oggi non è dovuta al dover difendere la finale dell’anno scorso” ha ammesso Lorenzo, “ma è stata causata dal fatto di non aver potuto disputare tante partite. Quando sto lontano dalle gare faccio un po’ fatica a riprendere il ritmo dei match. Spero di ritrovarlo nei prossimi mesi e, comunque, la priorità è di sentirmi bene fisicamente”.