Dopo il convincente primo turno nell’Atp 500 di Doha, Jannik Sinner ha parlato anche delle Olimpiadi invernali, dei strepitosi successi delle azzurre e della passione di Federica Brignone per il tennis

foto Paul Zimmer
Buona la prima manche. Scusate: il primo turno. Due settimane dopo la sconfitta in semifinale a Melbourne, smaltite le tossine mentali e ricaricato il fisico, Jannik Sinner a Doha ha ricominciato la caccia: a Carlos Alcaraz e al numero 1 del ranking. E lo ha fatto da vero dominatore, battendo 6-1 6-4 in un’ora Tomas Machac, e per giunta in una giornata più da regata che da torneo.
«Oggi era anche più ventoso di ieri – ammette – Ma bisogna adattarsi a ogni situazione. Ho anche giocato un paio di partite prima contro di lui, quindi sapevo un po’ cosa aspettarmi. Mi sono sentito bene sul campo. Fisicamente mi sento a posto, e sono contento di come ho servito. Poi mantenere alta l’intensità era uno degli obiettivi e ci sono riuscito. Ogni partita diventerà più difficile, quindi spero di essere pronto per la prossima».
In conferenza stampa gli ho chiesto se avesse saputo delle parole di Federica Brignone, che dopo i trionfi di Cortina si è detta preoccupata di non poter più giocare a tennis in futuro per via dei tanti, gravi infortuni.
«Forse scherzava un po’ – mi ha risposto fra il divertito e il sorpreso – anche se l’anno scorso è venuta al Foro Italico, quindi si vede che ha passione per il tennis. Per me è lo stesso con lo sci, è bello ogni tanto provare qualcosa di diverso. Ma le auguro di sciare ancora a lungo. Per il tennis c’è tempo».
Magari, per confortarla, potrebbe offrirsi di darle lui qualche lezione…
«Mah, non so se sono un buon allenatore… Mi sono limitato a mandarle le congratulazioni perché ha fatto delle cose incredibili, e mi ha ringraziato. Sappiamo tutti quello che ha passato, quello che ha fatto per ritornare. Vincere non una, ma due medaglie d’oro è incredibile. Ha fatto bene nella discesa a non spingere troppo, è stato come un test, poi ha ritrovato se stessa facendo due gare sensazionali. Pazzesca anche Lisa Vittozzi, ma in genere è bellissimo che stiano arrivando tanti successi in Italia. Qui dal Qatar ho visto praticamente tutto, ho anche spostato gli allenamenti per non perdermi nulla».
Ma lo sciatore Jannik come è, prudente o spericolato? Qualche tempo fa ha confessato di non essere più spensierato come un tempo quando si mette gli sci ai piedi. «Io sto attento, la preoccupazione sono gli altri.. Poi certe volte mi viene di fare proprio le porte. L’anno scorso, quando ho avuto tre giorni liberi, ci ho anche pensato: magari di mattina presto… Alla fine ho deciso che era meglio non rischiare». Saggio Jannik.

