Che Jannik se la cavasse bene anche con gli sci è cosa nota, ma il racconto di quanto accaduto nel 2009 può dare la dimensione del talento a 360° dell’azzurro

Si dice che i campioni, quelli veri, lo siano a 360° e che riescano a competere in diversi sport. Jannik Sinner sembra corrispondere pienamente a questa descrizione, fenomeno del tennis ma non solo. Come raccontato in più di un’occasione, quando era ancora un ragazzo l’altoatesino se la cavava molto bene anche con gli sci, fino a quando la carriera da tennista ha preso il sopravvento e ha potuto dedicare sempre meno tempo a questa sua seconda passione. Ora un aneddoto raccontato al ‘Corriere di Brescia‘ da Giovanni Franzoni- uomo del momento dello sci azzurro e vincitore nella giornata di ieri del Super G di Wengen – spiega bene quale fosse la sua abilità. “Ero troppo piccolo per ricordare quella gara – ha raccontato l’azzurro dello sci – ma mia madre invece ricorda benissimo. Mi fa piacere aver condiviso un tratto della mia vita con lui”
L’anno era il 2009, Sinner aveva solamente 7 anni e l’occasione era il Gran Premio dei giovanissimi a San Sicario: l’altoatesino arrivò primo e diede ben 4 secondi a Franzoni, che tagliò il traguardo solamente in dodicesima posizione. Chissà che dalla conoscenza dei due non possano nascere ulteriori occasioni di confronto, magari sta volta con la racchetta in mano al posto degli sci.

