Craig Tiley ha rilasciato una lunga intervista alla vigilia del weekend conclusivo dell’Happy Slam, fornendo la propria versione sui principali argomenti di discussione

L’Australian Open è noto in tutto il mondo come l’Happy Slam per l’atmosfera rilassata e gioviale che caratterizza l’evento, ma nemmeno il primo grande torneo della stagione è immune alle polemiche. Non è facile per il direttore del torneo Craig Tiley e per i suoi collaboratori soddisfare le esigenze di tutti, ma gli organizzatori si impegnano duramente per offrire ai giocatori e agli appassionati la migliore esperienza possibile a Melbourne Park. In una lunga intervista concessa a ‘Tennis Channel‘ alla vigilia del weekend conclusivo del torneo, Tiley ha fornito la sua versione riguardo ai principali argomenti di discussione che hanno caratterizzato l’edizione 2026 degli AO.

Il primo tema trattato da Craig è stato l’ordine di gioco, che spesso genera polemiche e speculazioni. “Si tratta di un compito molto impegnativo, tutti i giocatori lo sanno. Abbiamo molte richieste ed è impossibile esaudire i desideri di tutti, anche perché entrano in gioco numerose variabili. Sembra di trovarsi di fronte ad una scacchiera gigante e noi dobbiamo risolvere tutti i vari problemi, è un lavoro difficile ma stimolante. Continueremo a migliorare affinché i giocatori siano felici, ma la questione dell’ordine di gioco è senza dubbio uno degli aspetti più stressanti dell’intero torneo” – ha spiegato.

Successivamente, Tiley ha affrontato la questione della chiusura del tetto e di come viene presa questa decisione: “Alcuni giocatori preferiscono giocare all’aperto, il che ha senso visto che si tratta di un torneo outdoor, ma siamo obbligati a chiudere il tetto in determinate condizioni. A me spesso piacerebbe chiudere il tetto in via preventiva, ma serve che la maggior parte dei giocatori sia d’accordo e non è sempre così. Stiamo valutando diverse possibilità in ottica futura.”

Non poteva mancare una domanda sulla telecamera ‘invadente’ che ha ripreso Coco Gauff mentre rompeva la sua racchetta. “Esiste una linea molto sottile tra la promozione del torneo e dei giocatori e l’eccessivo utilizzo delle telecamere. Ci sono tante aree in cui non sono ammesse le telecamere: la sala riservata ai coach, gli spogliatoi, la sala dedicata agli allenamenti, i bagni e altre ancora. Continueremo ad ascoltare i giocatori per capire cosa li fa sentire a loro agio e cosa no, tenendo presente che il nostro obiettivo è anche quello di avvicinare il giocatore allo spettatore il più possibile” – ha concluso Craig.