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Ritratti - Andy Roddick

Nato nella città di Malcom X, Marlon Brando e Fred Astaire, A-Rod a 27 anni ha ancora fame di gloria. Signore e signori, ecco la sua storia...

 

di Fabio Bagatella - foto Ray Giubilo

 

Omaha, Nebraska, ha dato i natali a tanti nomi altisonanti, l'attore Marlon Brando, il ballerino Fred Astaire, il politico Malcom X... L'ultimo “arrivato”, solo in ordine di tempo, è Andy Roddick. A 27 anni l'americano, che negli Stati Uniti ha vinto quasi tutto quello che c'era da vincere, è tutto fuorché sul viale del tramonto: gli ultimi due Masters 1000 americani lo hanno dimostrato.

 

Andrew Stephen (Andy) Roddick nasce il 30 agosto 1982 ad Omaha, capoluogo della contea di Douglas nel Nebraska sudorientale. Il padre, Jerry, è un uomo d'affari. La madre, Blanche, ha alle spalle una carriera da insegnante e dirige dal 2001 la “Andy Roddick Foundation” (Fondazione Andy Roddick). Andy ha due fratelli maggiori, Lawrence e John, ed è proprio seguendo le orme di quest'ultimo che inizia già in tenera età a giocare a tennis.

 

I Roddick vivono ad Austin (Texas) fino al 1993 quando decidono di trasferirsi a Boca Raton nell'interesse della carriera tennistica del secondogenito John. Qui A-Rod conosce il grande amico e futuro compagno di Davis, Mardy Fish con cui, oltre a giocare sui campi da tennis, si diletta sul parquet del basket. Ha anche modo di allenarsi con le sorelle Williams e alla fine è lui a soppiantare presto il fratello più grande  nella gerarchia tennistica di casa.

 

Alla fine del 1999, a soli 17 anni, Andy è sul punto di interrompere la carriera tennistica ancor prima di iniziarla. Una bruttissima figura contro un avversario sulla carta decisamente inferiore lo getta nello sconforto: raccoglie un solo game e sembra più che intenzionato ad abbandonare tutto. E' il coach di allora, il francese di origini algerine Tarik Benhabiles, a proporgli un patto: “concedi ancora quattro mesi al tennis e poi decidi”. L'anno successivo A-Rod domina il circuito Juniores e si regala pure le prime vittorie in quello maggiore. Con Sampras e Agassi, che devono iniziare a fare i conti con la carta d'identità, gli USA sembrano avere trovato la stella del futuro.

 

E' nei tornei americani che “A-Rod” riesce a rendere al meglio: tre vittorie a Houston, San Jose e Washington; due a Memphis e nei Masters 1000 di Cincinnati e Miami. Il suo “record” sono comunque i quattro timbri sull'erba del regale “Queen's”, a Londra. Il 2003, quando la famiglia Roddick lascia la Florida per ritornare ad Austin, è l'anno da ricordare: primo e unico Slam della carriera, “naturalmente” l'US Open e leadership mondiale, conquistata il 3 novembre e mantenuta consecutivamente per nove settimane. A 21 anni e due mesi è il quarto numero uno più giovane di sempre dopo Lleyton Hewitt, Marat Safin e John McEnroe.

 

Dal 2000 si è aggiudicato almeno un torneo all'anno: ha disputato 55 finali (7 in doppio), ha incamerato 33 titoli Atp (29 in singolare) e pare sulla strada giusta per eguagliare ed eventualmente battere il record di Ivan Lendl che tra il 1980 e il 1993 fu capace di vincere almeno un torneo all'anno. Dal primo ingresso nei top ten dell'autunno 2002, può vantare una presenza costante tra i primi dieci giocatori del mondo eccezion fatta per quattro settimane dell'estate 2006. Detiene tutt'oggi il record del servizio più veloce della storia del tennis (249,5 km/h), stabilito nel 2004 in occasione della semifinale di Coppa Davis contro il bielorusso Voltchkov. Insalatiera che, nel 2007 a dodici anni dall'ultimo trionfo, riporta negli USA grazie ad un'annata perfetta: sei vittorie in sei incontri giocati.

 

Protagonista dentro e fuori dal campo Andy fa parlare di sé anche per vicende extra-tennistiche. La Fondazione Andy Roddick è attiva dal 2001 nel sostegno economico ai bambini più bisognosi con particolare attenzione ai minori vittime di abusi e a quelli colpiti dalle malattie più invalidanti. L'organizzazione no profit, con sede a Boca Raton (Florida), può vantare di aver raccolto la rimarchevole somma di oltre nove milioni di dollari in meno di dieci anni di attività. Tra i volti noti che forniscono il loro contributo all'associazione anche Elton John, Lionel Richie, Cindy Crawford e Donna Summer. Nel 2004 A-Rod riceve il “Premio umanitario Arthur Ashe” proprio per l'operato benefico compiuto dalla sua Fondazione.

 

Nel 2006, durante la presidenza George W. Bush, Andy viene anche eletto nel Council of Sports and Fitness (Consiglio per lo sport e il fitness). Non solo riconoscimenti socio-politici per l'asso del Nebraska: sempre nel 2006 la rivista “People” lo inserisce al sesto posto tra gli uomini più sexy del pianeta. Nell'estate dell'anno successivo è il suo fisico scultoreo a troneggiare sulla copertina del magazine “Man's Fitness”.

 

Tra flirt veri o presunti, l'ambito A-Rod vive, tra il 2002 e il 2004, una lunga love story con l'attrice-cantante Mandy Moore. Tre anni dopo il colpo di fulmine con un'altra connazionale, la modella Brooklyn Decker. Sfogliando il magazine statunitense “Sports Illustrated SwimSuit Issue”, Andy rimane letteralmente folgorato dalla 22enne dell'Ohio e parte all'attacco. Chiede al suo agente di contattarla ed i due alla fine del 2007 iniziano a frequentarsi. Il 31 marzo del 2008 il tennista annuncia sul suo sito il fidanzamento ufficiale, il 17 Aprile 2009 coronano il loro sogno d'amore con il matrimonio.

 

Dal dicembre 2008 è allenato da Larry Stefanki che, dopo un periodo di appannamento, sembra averlo riportato sulla cresta dell'onda. Il dramma sportivo dell'ultima finale di Wimbledon persa 16-14 al quinto contro la “bestia nera” Federer non lo ha scalfito. Quest'anno è ripartito alla grande: sul cemento americano è stato l'assoluto protagonista con il trionfo di Miami e le finali di Indian Wells e San Jose. Stefanki, che in passato ha allenato tre altri numeri uno (John McEnroe, Yevgeny Kafelnikov e Marcelo Rios), non ha dubbi: “Andy sarà capace di aggiudicarsi un altro Major nel futuro prossimo”. Staremo a vedere...

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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