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La maledizione di Katowice

Quella del torneo polacco sta diventando una legge: tutti gli anni Camila Giorgi si prende la finale mostrando il suo miglior tennis, ma il titolo resta un miraggio. Non ce l’ha fatta per la terza volta consecutiva, travolta 6-4 6-0 da una splendida Dominika Cibulkova.
La maledizione di Katowice
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Marco Caldara
10 aprile 2016

Ormai, per Camila Giorgi si può parlare di vero e proprio tabù. Il primo titolo in carriera è arrivato, lo scorso anno sull’erba di ‘s-Hertogenbosch, ma l'ultimo atto del WTA International di Katowice continua a esserle indigesto. Due anni or sono la prima finale nel circuito maggiore, nel 2015 la terza, oggi la quinta, tutte sullo stesso campo e raggiunte mostrando sprazzi del suo miglior tennis. Ma tutte perse, le ultime due in modo simile, con tanti errori e poche emozioni, a vanificare quanto di buono mostrato nei giorni precedenti. I successi contro Flipkens e Ostapenko fra quarti e semifinale avevano alimentato le speranze, così come i due precedenti favorevoli contro Dominika Cibulkova, invece in finale è cambiato tutto. E proprio le due vittorie nei vecchi face to face, Roma 2014 e Istanbul 2015, le si sono rivolte contro, con dall’altra parte della rete un’avversaria che li ha studiati meglio, per capire cosa era andato storto e correggerlo. L’ha fatto pressando l’azzurra sin dal primo punto, fino a un 6-4 6-0 che poteva risultare ancor più pesante, frutto di un tennis d’anticipo che ha mandato fuori giri una Giorgi in giornata no. L’azzurra è partita al rilento, senza particolare feeling con un diritto che nelle prime fasi gli è costato veramente tanti errori, rendendo ancor più facile la vita di un’ottima Cibulkova. Di fatto, l’azzurra è stata nel match per sei giochi in tutto, quanti ne sono bastati alla rivale per trasformare in un 6-4 l’iniziale 4-0 del primo set. Camila si è sbloccata nel quinto game, ha iniziato a colpire meglio in diagonale e ha finalmente saputo mettere un po’ di pressione alla Cibulkova, diventata vulnerabile dal 5-1 in avanti.
 
ALTI E BASSI, E UN PIZZICO DI SFORTUNA
L’italo-argentina ha tenuto il servizio salvando 2 set-point, ha limitato gli errori e si è rifatta sotto fino al 5-4, quando forse avrebbe meritato qualcosina in più. Ma proprio in quel frangente le si è messa contro anche la sorte, quando si è vista annullare una palla del 5-5 da un beffardo nastro vincente della slovacca. Tuttavia, fortuna a parte, è proprio lì che emerso lo smalto di un’ex top 10 e finalista Slam, brava ad annullare una seconda palla-break con un gran winner di diritto e prendersi il set-point con un altro ancora, prima di raccogliere l’ennesimo errore dell’azzurra. E nel secondo, la slovacca è subito scappata via, lasciandosi alle spalle i problemi incontrati nel chiudere il set fino a dilagare con un rotondo 6-0, contro una Giorgi visibilmente in difficoltà dal punto di vista tattico. Ha dato l’impressione di non sapere più cosa fare per rimanere attaccata all’avversaria, fra errori (di metri) col diritto e addirittura una curiosa discesa a rete a provare a mescolare le carte. Poteva diventare una buona idea, invece la sua volèe è morta in rete e le ha suggerito di non riprovarci, diventando il simbolo della resa. Festeggia dunque la Cibulkova, che incamera il quinto titolo in carriera, mentre l’azzurra mastica amaro. Il bel torneo resta, ma un titolo avrebbe avuto un sapore doppiamente speciale: per dimostrare che la “guerra” delle ultime settimane con la Federazione Italiana Tennis è già acqua passata, e per chiudere i conti con le due finali andate male negli anni scorsi. Invece le toccherà aspettare, e cercare conferme sulla terra. Anche se l’arrivo dei tornei sul rosso europeo non è mai stato una buona notizia.

WTA INTERNATIONAL KATOWICE - Finale
Dominika Cibulkova (SVK) b. Camila Giorgi (ITA) 6-4 6-0

La maledizione di Katowice

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