Marco Caldara - 15 dicembre 2018

JANNIK SINNER: OBIETTIVO TOP 10

Jannik Sinner si è affidato alle cure del Team Piatti a Bordighera per diventare un professionista. Perché gli obiettivi sono chiari e ambiziosi. Come ci ha spiegato il suo coach, Andrea Volpini

Jannik Sinner è in buone mani, seguito da coach Andrea Volpini che fa parte del Team Piatti. Ecco cosa pensa del talento che sta aiutando a forgiare.

Quali sono le principali qualità di Jannik?
La sua semplicità e il modo in cui ragiona, dentro e fuori dal campo. È un ragazzo molto tranquillo, serio, cresciuto in mezzo alle montagne. Ha l’approccio ideale per affrontare un percorso lungo come quello richiesto per diventare professionisti di tennis. Noi allenatori dobbiamo essere bravi a indirizzare i nostri allievi verso questo percorso, ma Jannik è già predisposto di suo. Per lui abbiamo studiato un percorso che non bada troppo al risultato immediato, ma si fonda sulle esperienze. Quest’anno, per esempio, appena ci siamo accorti che a livello Futures iniziava a sentirsi bene siamo passati ai Challenger, per creargli sempre nuove difficoltà, importanti per crescere e migliorarsi.

La vostra storia ricorda quella di Seppi e Sartori: sono un punto di riferimento?
Il percorso di Massimo andrebbe spiegato a ogni insegnante di tennis. È la storia perfetta: ha preso un ragazzino della Sat e l’ha portato nei top 20 ATP. La mia grande fortuna è proprio quella di avere accanto due persone come Sartori e Piatti con i quali potermi confrontare ogni singolo giorno. Mi auguro di seguire l’esempio di Massimo e Andreas. In questa fase è importante avere una buona alchimia col giocatore, per capire come poter entrare nella sua testa. E poi ascoltarlo e capirlo, così da poterci interfacciare in maniera efficace.

Quali potenzialità vedi in questo progetto?
Ci siamo posti obiettivi ambiziosi, la topm10 mondiale. Naturalmente non c’è nulla di immediato, ma tutte le nostre energie sono proiettate in quella direzione. Credo che Jannik si trovi nel posto giusto: la forza del nostro ambiente è che tutti abbiamo un unico linguaggio e lo stesso modus operandi. Un’unità di intenti fondamentale per la crescita di un giovane talento.

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