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I campioni del tennis

Il Tennis Italiano ha lanciato con il 2012 la sua inedita raccolta di figurine. Si intitola “I campioni del tennis” ed è stata realizzata con il supporto di Compeed

I campioni del tennis

L’album è uscito con Il Tennis Italiano di gennaio 2012 e ogni mese successivo sono state inserite nella rivista 16 figurine in omaggio: con l'uscita di giugno la raccolta si è conclusa.

Ora è disponibile, completa, a chi ne fa richiesta.

Il Tennis Italiano ha lanciato con il 2012 la sua inedita raccolta di figurine. Si intitola “I campioni del tennis” ed è stata realizzata con il supporto di Compeed, l’azienda produttrice dei famosi cerotti anti-vescica, partner tecnico dell’Atp Tour. Al numero di gennaio sono stati allegati l’album e il primo foglio con 16 delle 96 figurine autoadesive che compongono la raccolta.   

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 Inserito in ogni fascicolo successivo, da staccare (meglio ancora da tagliere con le forbici), un foglio speciale che  altre 16 figurine autoadesive. E si è proseguito così fino al numero di giugno 2012 compreso.Tutti i lettori fedeli e puntuali, in edicola ad ogni primo del mese, hanno potuto completare la raccolta. Adesso questa possibilità è data a tutti gli eventuali nuovi lettori.

 Chi avesse perso il numero di gennaio con l’album allegato e i successivi, può richiedere gli arretrati a: Edisport Editoriale Srl, Ufficio Annunci, Arretrati e Abbonamenti - Via Don Luigi Sturzo,7 – 20016 Pero (MI).  Tel. 02 38085402 (lun-ven ore 9/12.30 – 14/17)– fax 02 38010393, e-mail: arretrati@edisport.it

Come è strutturato l’album Si comincia con i Pionieri. L’album ha una pagina di apertura dedicata ai pionieri, con tre immagini di tennisti che sono stati protagonisti a Wimbledon tra fine Ottocento e inizio 900, cui si aggiunge la copertina del primo numero de Il Tennis Italiano, risalente all’agosto 1929, che ritrae il primo grande giocatore italiano, il conte Uberto De Morpurgo, che raggiunse i quarti di finale proprio a Wimbledon nel 1928

Dai gesti bianchi all’era Open La successiva sezione ha l’onere di rappresentare in 15 grandi protagonisti due epoche romantiche che hanno consolidato e alimentato la grande storia del nostro gioco. Il tennis dei gesti bianchi, con gonne e pantaloni lunghi, quello di Bill Tilden e Suzanne Lenglen, che arriva fino all’esplosione del secondo conflitto mondiale. Poi quello, fotograficamente ancora in bianco e nero, del Secondo Dopoguerra, con pantaloncini e gonne che si accorciano, racchette ancora rigorosamente di legno, ma campionissimi che ancor oggi citiamo per bravura straordinaria e record imbattuti: da Ken Rosewall a Rod Laver, da Pancho Gonzales a Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli.

 L’era Open Volti la pagina e i campioni si colorano come le foto che li ritraggono e si entra nell’epoca in cui non esiste più la distinzione tra professionisti e dilettanti. Il tennis teletrasmesso in tutto il mondo, diventa fenomeno di massa. E’ quello di Borg, Connors, Vilas, Panatta. Gente che vale i Mazzola, i Rivera e i Gigi Riva, ma che una figurina non l’aveva mai avuta.

 Dagli Anni Ottanta al 2000 Avvicinandosi con gli anni, i ricordi diventano sempre più vivi, di un tennis già molto potente ma ancora ammantato di un certo romanticismo. Da John McEnroe, genio che cavalca due epoche, all’eleganza angelica di Stefan Edberg. E le cannonate di servizio di “Bum Bum” Becker, anticipatore di quelle ancora più devastanti e vincenti di “Pistol” Pete Sampras. Andre Agassi, rivale di Pete, è un grande idolo. Sua moglie Steffi Graf anche. Come Monica Seles, n.1 men che ventenne accoltellata sul campo da un folle tifoso della stessa Graf. Le loro imprese e storie travagliate, insieme alle “mattane” di Goran Ivanisevic e Marat Safin, alle volée indomabili di Pat Rafter, al fascino controverso di Anna Kournikova, preludono ai Contemporanei, epoca d’oro grazie alla personalità di due giganti come Roger Federer e Rafael Nadal, che per anni si contendono il primato, compiendo grandi imprese e stimolando grandi “competitor”, fino all’esplosione del fenomeno Djokovic.In mezzo a tanti campionissimi, spazio anche per i migliori italiani, da Canè e Camporese, fino alle super-ragazze Schiavone e Pennetta e alla squadra che è tornata nella serie A di Coppa Davis, con Starace, Seppi e Fognini. 


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