Redazione - 12 gennaio 2019

AUSTRALIAN OPEN / DAY 1

Esordio (comodo) per Nadal e Federer. Il match clou sarà quello tra Murray e Bautista Agut. Quattro gli italiani in campo: Berrettini vs. Tsitsipas il match più atteso
L'Australian Open raccontato dai suoi protagonisti

Esordio per Rafael Nadal (in piena otte) e Roger Federer (dalle 9, ora italiana) con due avversari piuttosto comodi come James Duckworth e Denis Istomin: sarei sorpreso di vederli in campo oltre le cinque ore, messi insieme, of course. Il match più interessante di questa prima giornata è senza dubbio quello tra Roberto Bautista Agut e Andy Murray (non prima delle 8), che ieri ha annunciato il suo imminente ritiro per i persistenti dolori all’anca destra. Potrebbe essere l’ultimo match in assoluto per lo scozzese, che comunque proverà a lasciare il tennis sul Centre Court di Wimbledon. Contro Bautista, recente vincitore a Doha, ha poche chance, ma avrebbe meritato il palcoscenico più importante, la Rod Laver Arena. Invece gli organizzatori l’hanno piazzato sulla Melbourne Arena, il terzo campo per importanza: scelta poco condivisibile, considerando anche l’enorme affetto che hanno dimostrato i suoi colleghi e i fans al suo annuncio.

A livello tecnico, il match più accattivante è però quello tra Kyle Edmund Tomas Berdych (match che precede quello di Murray). Il ceco, rimasto lontano dai campi per infortunio per circa sei mesi lo scorso anno, è rientrato col botto: a Doha ha raggiunto la finale, battendo anche il nostro Marco Cecchinato. L’inglese invece, si è cancellato dal torneo di Sydney per infortunio: ha sempre molta pressione sulle spalle, ancor di più adesso che Murray ha annunciato il ritiro. La Gran Bretagna si aspetta tanto da lui, ma difficilmente potrà anche solo avvicinare i risultati di Sir Andy. Match lottato ma con Berdych favorito.

Il match tra John Isner e Reilly Opelka sarà il più alto della storia: 4 metri e 21 centimetri. Per Isner non è normale essere il più piccolo (208 contro 213) e ha perso l’unico confronto diretto ad Atlanta, tre anni fa. Però qui parte con i favori del pronostico. Personalmente sono incuriosito dal tedesco Rudolf Molleker, il più giovane presente a Melbourne (18 anni e due mesi): fa parte del Team Mouratoglou che difficilmente punta su cavalli che non siano di razza. Affronta Diego Schwartzman e sarà un gran bel test. E poi Priscilla Hon, 20 anni, australiana, in tabellone grazie a una wild card: gioca un bel tennis, diverso da quello robotico di tante sue colleghe, divertente da osservare. Gioca, da favorita, contro una sua connazionale, Astra Sharma, 23 anni, proveniente dalle qualificazioni.

Capitolo Italia. Il match più atteso è quello tra Matteo Berrettini e Stefanos Tsitsipas (ore 3 circa). Un primo turno molto complicato, quanto affascinante. Berrettini non ha chiuso benissimo la scorsa stagione e ha faticato un po’ anche in questo inizio di 2019. Però è in fase di crescita, di maturazione, con al fianco un coach intelligente come Vincenzo Santopadre e la consulenza di Umberto Rianna, altro allenatore di primissimo livello. Sul cemento, servizio e dritto possono fare molto male; dovrà fare attenzione a uscire presto dalla diagonale del rovescio, dove Tsitsipas è nettamente più forte ed essere pronto a prendere in mano lo scambio con i colpi di inizio gioco, perché sulla corsa non può vincere. Match difficile, dove il greco parte favorito ma che sarà anche il termometro del livello attuale di Matteo.

In campo anche Seppi, reduce dalla finale a Sydney: affronta Steve Johnson, che lo precede di poche posizioni in classifica ma che non sta attraversando un gran momento. Johnson è un giocatore particolare: serve bene, ha un gran dritto col quale cerca di coprire l’80% del campo, mentre col rovescio si rifugia quasi sempre nel back, pur senza essere dotato di grande sensibilità. Quando gioca bene fa male, quando gioca male, può battersi da solo. Conosce poco le vie di mezzo e il tennis percentuale: il Seppi di Sydney è favorito, ma ha perso i tre confronti diretti, anche se l’ultimo è datato 2016. Un po’ di stanchezza potrebbe farsi sentire ma conta di più la fiducia accumulata. E poi a Melbourne, Seppi ha spesso giocato piuttosto bene.

Stefano Travaglia è stato bravo a superare le qualificazioni: affronta l’argentino Giulio Andreozzi, che gioca bene anche sul cemento ed è in discrete condizioni: match aperto, da 1X2. Stesso discorso per Thomas Fabbiano contro l’australiano Jason Kubler, che è solo 131 ATP ed è in tabellone grazie a un invito degli organizzatori, ma che sa esprimere un gran tennis. Talentuoso, ha nelle mani tanti vincenti e non è esploso soprattutto a causa degli infortuni. Chiudere con tre vittorie sarebbe un gran risultato.

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