Quel grande sogno svanito 20 anni fa. Per sempre

Quel grande sogno svanito 20 anni fa. Per sempre

Nel dicembre 1998, l'Italia ha giocato la sua ultima finale di Coppa Davis. Le vittorie di Gaudenzi e company avevano esaltato l'opinione pubblica, anche se il match contro la Svezia fu accompagnato da forti polemiche tra i giocatori e la FIT di allora. La nostra rivista preparò uno storico fascicolo di 272 pagine, ma il sogno si infranse nel “clac” che mise KO la spalla di Andrea Gaudenzi.

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Meglio di Caratti, Furlan, Fognini e Sanguinetti

Meglio di Caratti, Furlan, Fognini e Sanguinetti

Da quando si sono ritirati i Moschettieri degli anni 70, l'Italia aveva raggiunto appena quattro piazzamenti nei quarti di uno Slam. Quello di Marco Cecchinato vale più di tutti per la qualità degli avversari battuti e il grado di sorpresa generato. Ma questo torneo può ancora scrivere un (bel) pezzo di storia.

Chi li ha visti?

Chi li ha visti?

INCHIESTA - CHI LI HA VISTI? Nell’Era Open sono stati 38 i giocatori italiani capaci di entrare nella top 100 ATP, ma fra strade diverse, circoli privati ed esperienze all'estero, oggi solo tre di loro rivestono un incarico per conto della Fit. Davvero i nostri migliori ex giocatori non potrebbero essere una risorsa importante per la crescita dei giovani?

Fabio ci porta a 56, ma l'Italia resta sulla terra

Fabio ci porta a 56, ma l'Italia resta sulla terra

Da quando il circuito è aperto ai professionisti, i tennisti italiani si sono aggiudicati 56 tornei. Di questi, 40 sono arrivati sulla terra battuta, più del 70%. Il problema è che i tornei “rossi” non sono così tanti sul totale. Eguagliati i nove titoli degli anni 90, si possono raggiungere gli undici degli eighties.

Tutti con Fabio: per l'Italia è favorito

Tutti con Fabio: per l'Italia è favorito

Al Foro Italico sarà mezzogiorno di fuoco: per la temperatura degli ultimi giorni e per il super match fra Fabio Fognini e Alexander Zverev. Abbiamo provato a capire che incontro sarà con l’aiuto di due superesperti: Massimo Sartori e Davide Sanguinetti. Secondo entrambi il favorito è Fognini. E “Max” punta in altissimo: “Fabio può arrivare in fondo”.

La prima retrocessione non si scorda mai

La prima retrocessione non si scorda mai

Viaggio indietro nel tempo per ritrovare l’ultima sfida di Coppa Davis fra Italia e Belgio, uno dei capitoli più grigi nella storia della nazionale. Furono i belgi, nel 2000 a Mestre, a sbattere per la prima volta l’Italia nella serie B del tennis mondiale, al termine di un week-end rocambolesco, col crollo del leader Gaudenzi, le lacrime in diretta tv di Sanguinetti e i miracoli di quei due fratelli col volto da bambini.

Harrison e i botti di mezzanotte

Harrison e i botti di mezzanotte

Show del 24enne della Louisiana all’esordio a Indian Wells: si arrende in tre set a Damir Dzumhur, scarica la rabbia frantumando quattro racchette e lascia il campo fra lo stupore del pubblico. E prima di andare a letto risponde su Twitter a un follower che gli consiglia di ritirarsi. L’effetto Memphis è già terminato?

La rinascita di Harrison. Con un pizzico d’Italia.

La rinascita di Harrison. Con un pizzico d’Italia.

Dopo aver toccato il fondo, Ryan Harrison sta pian piano tornando in alto. Ha appena vinto il suo primo titolo ATP, è tornato al best ranking (43) del 2012 e a 24 anni è ancora abbastanza giovane per porsi obiettivi importanti. Coach Peter Lucassen l’ha aiutato a rigenerare la mente e rialzarsi, e da gennaio è stato affiancato da… Davide Sanguinetti!