Il campione tedesco ha esaminato con grande lucidità l’epica battaglia contro Carlitos agli Australian Open, in cui è uscito sconfitto dopo quasi 5 ore e mezza

Foto di Paul Zimmer

Alexander Zverev ha espresso un tennis di altissimo livello nella prima semifinale degli Australian Open 2026, arrivando davvero ad un passo dalla vittoria contro il numero 1 del mondo Carlos Alcaraz. Il campione tedesco non si è abbattuto nemmeno quando era sotto di due set e – approfittando anche delle difficoltà fisiche dello spagnolo – ha totalmente ribaltato l’inerzia della partita accarezzando un’impresa epica. Sascha ha avuto la chance di servire per il match nel quinto set, ma le energie e la spinta gli sono venuti meno proprio nel frangente decisivo ed è stato Carlitos a gettarsi a terra per la felicità.

Si tratta certamente di un altro boccone amaro per Alexander, che non riesce a far girare la fortuna dalla sua parte nei tornei dello Slam. In conferenza stampa, il numero 3 del mondo non ha voluto alimentare la polemica sul ‘medical timeout‘ concesso ad Alcaraz per i crampi: “Era chiaro a tutti che avesse i crampi e non si può chiedere un ‘medical timeout’ per quel motivo. Non è stata una mia decisione e confesso che non mi è piaciuta affatto, ecco perché mi sono lamentato con il giudice di sedia. Non voglio discuterne adesso, perché abbiamo appena giocato uno dei migliori match nella storia di questo torneo e sarebbe sbagliato fare polemica.”

Il nativo di Amburgo sa di avere parecchi rimpianti: “Avrei dovuto vincere il secondo set, ma non ho giocato un buon game di servizio quando ne avevo bisogno. Nel quinto set ho resistito come meglio potevo, ma la verità è che ero esausto. Avrei potuto chiedere qualcosa in più al mio servizio, ma le gambe mi hanno ceduto di schianto. La seconda frazione ha giocato un ruolo decisivo, perché lui ha iniziato ad avere i crampi nel terzo set e la storia sarebbe potuta andare diversamente.”

Zverev ha elogiato la straordinaria impresa del suo avversario: “Avrei dovuto conquistare il terzo e il quarto set più facilmente, ma Carlos scagliava vincenti pazzeschi anche giocando da fermo. Forse dovevo essere più aggressivo in quel momento, ma ho dato il massimo fino all’ultimo punto ed è stata una battaglia epica. Come ho già detto, il secondo set rappresenta il mio più grande rimpianto in questo incontro. Alcaraz è tornato a muoversi in maniera incredibile nel quinto parziale e sappiamo tutti quanto sia difficile batterlo nei match così lunghi. Lo aveva già dimostrato l’anno scorso a Parigi contro Jannik Sinner.”