Il campione tedesco non ha ancora spezzato la maledizione che lo affligge e il tempo inizia a stringere. Il 2026 sarà un anno cruciale per la sua carriera

Foto di Ray Giubilo

Gli anni passano e Alexander Zverev continua a convivere con i soliti fantasmi. Il giocatore tedesco stanzia ancora nelle prime posizioni del ranking ATP e nessuno può mettere in dubbio il suo status, ma quel sogno chiamato Grande Slam lo perseguita e rischia di tramutarsi in un rebus insolubile per lui. Il numero 3 del mondo sembrava essersi diretto sulla strada giusta nell’ultima parte della scorsa stagione, quando aveva compiuto significativi miglioramenti sia in termini di gioco che di attitudine in campo. Sascha era diventato più aggressivo e aveva trovato un modo per valorizzare ulteriormente le sue armi, tanto da aver indotto anche i più scettici a credere nelle sue chance agli Australian Open. Il nativo di Amburgo si è presentato a Melbourne con grande fiducia e ha raggiunto la finale in maniera autorevole, senza disperdere troppe energie lungo il suo cammino.

La finale contro il nostro Jannik Sinner non ha soltanto affossato le sue speranze in quel torneo, ma gli ha brutalmente mostrato la realtà dei fatti. Con Sinner e Alcaraz nel loro ‘prime’, sarà durissima per Alexander esaudire il suo più grande sogno e questa consapevolezza ha avuto ripercussioni tremende sul suo rendimento nei mesi successivi del 2025. L’ex numero 1 del mondo non ha saputo sfruttare la sospensione di tre mesi inflitta a Jannik dalla WADA, collezionando una serie impressionante di delusioni e mancando la chance di salire in vetta al ranking mondiale. Il suo livello negli altri tre tornei del Grande Slam è stato a dir poco inaccettabile, obbligandolo a riflettere sul suo tennis e sulle persone che lo circondano.

Non è un caso che – dopo la prematura eliminazione a Wimbledon – Zverev si sia rivolto a Toni Nadal, recandosi nella sua Accademia a Manacor e pregandolo di diventare il suo coach. Lo zio di Rafa ha lavorato con lui per circa una settimana, ma non ha avuto tentennamenti riguardo al suo futuro. In questa fase della sua vita, Toni ha spiegato che non intende stravolgere le sue abitudini e tornare a viaggiare con costanza. L’ennesimo boccone amaro che Sascha ha dovuto digerire, prima di un finale di stagione che non può certo essere definito brillante. La sua annata si è conclusa con un solo titolo vinto – l’ATP 250 di Monaco di Baviera – e la sensazione collettiva è che il 2026 sarà un anno decisivo per la sua carriera.

Oltre ai già citati Sinner e Alcaraz – che vogliono continuare a dominare il circuito maschile ancora a lungo – il teutonico dovrà fare i conti con le giovani stelle emergenti. Tennisti come Joao Fonseca, Learner Tien, Jakub Mensik e Arthur Fils si stanno avvicinando al livello dei migliori e andranno tutti a caccia di scalpi importanti il prossimo anno. Alexander sarà chiamato a dimostrare di essere un vero campione, motivo per cui è lecito aspettarsi un salto di qualità mentale prima di tutto. In caso contrario, Sascha – che già detiene il record all-time di settimane trascorse nella Top 10 senza aver vinto nemmeno un Major – rischia di sprofondare in un incubo ancora peggiore. Si materializzerebbe infatti lo spettro di essere ricordato come il giocatore più forte di sempre a non aver mai portato a casa un titolo dello Slam.